Asia, Asia, Asia, cosa mi combini. Neppure il tempo di accomodarti sul trono del nuovo femminismo che già precipiti nella solita ipocrisia di chi fa buoni sermoni non potendo più dare il cattivo esempio. Se infatti è vero quanto riporta il New York Times, e cioè che avresti comprato 380.000 dollari il silenzio di un giovane attore dopo averne abusato, non sei così estranea al sistema marcio che hai così appassionatamente denunciato. Chi di scandalo sessuale ferisce di scandalo sessuale perisce, commenteranno alcuni.

Io invece spero tutto ciò serva a sradicare lo stereotipo del maschio mostro e della femmina santa, panzana già sbugiardata due millenni or sono in Marco 10,18 («nessuno è buono») ma ostinatamente rilanciata da una cultura virofoba, per cui se sei donna devi essere ringraziata mentre se sei uomo devi chiedere perdono. In ogni caso, a questo punto quell’accozzaglia di suffragette 2.0 che è il movimento Me Too prima di riaprir bocca farebbe meglio a pensarci non una, ma 380.000 volte. Perché mai come adesso il silenzio è d’oro, la parola d’Argento.

Giuliano Guzzo

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