Applausi sì o applausi no? Sarò molto diretto: la polemica sorta ieri, in occasione dei funerali delle vittime del crollo del ponte di Genova, non ha nessun senso. Primo perché gli applausi più contestati, quelli a Salvini e Di Maio, sono avvenuti prima dell’inizio della cerimonia, secondo perché quelli per esempio ai Vigili del fuoco, avvenuti interrompendo il cardinal Bagnasco, nessuno li ha contestati. Ma anche al di là di ogni considerazione politica e sul crollo del ponte Morandi, chi oggi ha da ridire sugli applausi ai funerali arriva giusto un po’ in ritardo. Di 45 anni, per la precisione.

La prima volta dei battimani alle esequie, secondo l’archivio storico dell’Ansa, fu infatti a Roma, nel 1973, ai funerali di Anna Magnani: un’abitudine pessima, dunque, però non nuova. Questo non significa sia sbagliato criticarla: ma per essere coerenti bisogna farlo sempre, non solo ai funerali ma ad ogni Sacrificio incruento di Cristo contornato di inopportune schitarrate seguite da inopportunissimi applausi. Una coerenza che però sconsiglio, perché si finisce con l’andare in chiesa per trovare Gesù, e con l’uscirne per non perdere la pazienza. Beata l’ignoranza di chi pensa che il problema siano i funerali di Genova, e non quelli della liturgia.

Giuliano Guzzo

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