I digiuni antigovernativi capeggiati da padre Zanotelli, Famiglia Cristiana che elogia l’immigrazionismo demonizzando il politico sgradito e il direttore della Civiltà Cattolica che afferma che la croce «non è mai un segno identitario» mi fanno capire di cosa sento la mancanza, e mai lo avrei detto: degli atei. Di quelli che si mostrano cattivi, anziché fingersi anime pie; che combattono una fede che non conoscono, anziché proporne una che pensano di conoscere; che costringono i credenti a motivare il loro credo, anziché annacquarlo nella filantropia. Voglio insomma essere messo in crisi da chi mi rimprovera di essere cristiano, o dal Vangelo che mi fa notare di non esserlo abbastanza, ma non da chi fa solo una grandissima confusione. A confondermi le idee, infatti, sono già bravo da me. E se proprio aiuto terreno dev’essere, voglio un aiuto ateo, da parte di chi vuole portarmi sulla cattiva strada. Ma almeno lo dice.

Giuliano Guzzo

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