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Inizialmente sorpreso per le critiche che ieri, nel giorno della sua canonizzazione, taluni hanno indirizzato a Madre Teresa (1910-1997) – rea, sembrerebbe, di «conversioni forzate», «amicizie discutibili» e di un rapporto ambiguo col danaro – divulgando sui social network le loro strampalate accuse, tutte rimasticature delle tesi di Christopher Hitchens (1949–2011), il quale abboccò alle fandonie del fondamentalismo indù e del movimento anti-sette, le sue “fonti imparziali”, ebbene inizialmente sorpreso poi ho capito perché mi sono ricordato. Di cosa? Semplice: della sistematica e pregiudiziale ostilità del mondo laicista verso i santi, figure del tutto scomode perché esempi non solo di vita cristiana ma di piena fedeltà alla Chiesa; sì, proprio quella Chiesa cattolica responsabile – secondo la cultura dominante – di tutte le peggiori nefandezze della storia.

Non c’è difatti santo che si veneri attorno al quale non circolino menzogne. Così fu, per esempio, per Bernadette Soubirous (1844-1879), giovane pirenaica dalla statura minuta – non superò mai il metro e quaranta – alla quale com’è noto, a Lourdes, la Madonna scelse ripetutamente di apparire: venne all’occorrenza accusata di essere stata imbeccata dal suo parroco (tesi rilanciata anche dal matematico Piergiorgio Odifreddi, ma smentita da tutti i documenti e le testimonianze storiche del tempo), di essere un singolare caso di isterica “irregolare” – malata, cioè, non solo a sua insaputa, ma a insaputa di chiunque (voce messa in giro da luminari che però, curiosamente, non la visitarono né incontrarono mai di persona) – o addirittura di aver scambiato per Vergine Maria la signora Marie-Roselle-Pailhasson, moglie del farmacista di Lourdes, la quale avrebbe orchestrato il mistico raggiro per occultare le proprie scappatelle all’aria aperta.

A qualcuno scapperà da ridere, ma questo è il livello delle “critiche” l’intolleranza laicista riversa sui santi. Lo stesso Padre Pio (1887-1968) è stato oggetto di accuse pesanti anche recentemente. Nel 2007, per esempio, lo storico Sergio Luzzato – basandosi sula testimonianza del 1919 d’un farmacista e della cugina, ai quali Padre Pio avrebbe ordinato acido fenico e veratrina, sostanze idonee a procurare lacerazioni nella pelle – ha avanzato dubbi sulle stigmate del santo di Pietrelcina. Peccato che le due testimonianze, vendute come uno “scoop”, da un lato risultassero note al Sant’Uffizio già nel 1920, e, dall’altro fossero state inoltrate dall’arcivescovo di Manfredonia, Pasquale Gagliardi (1859-1941), acerrimo nemico di Padre Pio nonché autore di una campagna diffamatoria contro il cappuccino la cui infondatezza fu accertata quando costui era ancora in vita. Le insinuazioni contro i santi sono così: all’inizio credibili, poi si rivelano solo verosimili per poi, infine, sciogliersi come neve al Sole.

Il solo santo gradito ai laicisti  è san Francesco (1182–1226). Ora nessuno dubita della statura del santo di Assisi, ma il motivo per cui piace agli stessi che non sopportano la Chiesa, è uno soltanto: per l’ignoranza sulla sua figura. Francesco, infatti, viene dai più a tutt’oggi visto come una sorta di hippie ante-litteram, un pacifista nemico della ricchezza, dai modi teneri e tutto preso dal dialogo con gli animali. La verità storica, però, è diversa: Francesco fu povero, ma esigeva la Messa fosse celebrata in modo tutt’altro che “francescano” («Vi prego […] i calici, i corporali, gli ornamenti dell’altare e tutto ciò che serve al sacrificio, devono essere preziosi»),  pretendeva ordine dai fratelli (i più indisciplinati dei quali spediva nelle mani di frate Giovanni di Firenze, omone detto “il pugilatore”) e, al cospetto del Sultano Malik al-Kami, gli disse: «I cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e vi combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo».

C’è dunque da scommettere che – se sapessero chi davvero fu Francesco – coloro che oggi gettano su Madre Teresa lo stesso fango toccato, tra i tanti, a Bernadette e Padre Pio, cambierebbero subito idea anche sul frate di Assisi. Ma d’altronde – dicevamo – nulla di nuovo: per quanto taluni uomini di Chiesa si siano purtroppo macchiati di errori e in alcuni caso di orrori, la propaganda anticattolica è sistematicamente basata sulla menzogna. Ed è così sfacciata nelle assurdità che proclama, così gratuitamente aggressiva e talmente tiranneggiata dal pregiudizio,che non di rado sono proprio gli accademici non cattolici – l’ultimo caso è quello del sociologo Rodney Stark -, talmente indignati da ciò che sentono e leggono, a prendere carta e penna per ripristinare la verità storica. Ho fatto insomma davvero male, ieri, a stupirmi per un momento dinnanzi alle enormi sciocchezze messe in giro sul conto di santa Madre Teresa di Calcutta: è sempre la stessa minestra. O, meglio, la stessa insipida e avvelenata minestra.

Giuliano Guzzo

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