La vittoria dei sì, in Irlanda, al referendum per il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è una vittoria dei diritti: le unioni civili esistevano già dal 2010, e le adozioni anche a coppie omosessuali sono state approvate nell’aprile di quest’anno. Dispiace quindi deludere coloro che stanno festeggiando una “conquista” che, di fatto, già c’era: non è mai bello arrivare in ritardo a un party, ma sono cose che capitano. Ma allora che vittoria è stata, quella dei sì al referendum irlandese? Semplice: non è stata una vittoria. Più che altro, una sconfitta. Non dei diritti ma dei doveri, il primo dei quali è chiamare le cose con il loro nome, tanto più se si tratta di un istituto fondamentale come il matrimonio. L’Irlanda dei progressisti scatenati e dei cattolici tiepidi, con il voto di venerdì, è venuta meno – accodandosi ad oltre una ventina di altri Paesi – a questo dovere. Come se la realtà fosse una questione di numeri. Come se il buon senso fosse materia di dibattito. Come se si potesse votare, un domani, sul fatto che il Sole sorge ad est e che, direbbe Chesterton, le foglie sono verdi d’estate. Che terribili sconfitte possono essere, quelle che la maggioranza considera vittorie.

Poche storie, Giuliano.
il “gregge” e’ stato lasciato incustodito dai suoi pastori, su su fino in cima.
Questo e’.
Calabraghisti ansiosi di piacere al mondo, vivendo per gli applausi del mondo.
E questo ne e’ il risultato.
Tanto per esser ancora piu’ chiari:
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/05/22/nozze-gay-irlanda-al-voto_b74a2dd3-3945-4dd9-a9ca-1022c0e61179.html
«Il “gregge” è stato lasciato incustodito dai suoi pastori». Ma per piacere, finiamola di prenderci in giro!
Non si comprende il perché i cattolici si rifiutano di aprire gli occhi e di prendere atto della realtà.
In questo si è mostrato molto più saggio l’arcivescovo di Dublino, che con l’umiltà di chi è disposto a mettersi in gioco, ha dichiarato:
«La Chiesa in Irlanda deve fare i conti con la realtà ed è necessario anche rivedere la pastorale giovanile: il referendum è stato vinto con il voto dei giovani e il 90 per cento dei giovani che hanno votato sì ha frequentato scuole cattoliche»
Ma quale incustodia? Si tratta semmai di un disinteresse sempre più diffuso tra i giovani e non solo, nei confronti di un insegnamento, quello cattolico, ritenuto poco comprensibile e inadeguato. Quanti sono infatti oggi i “cattolici” che mettono in pratica gli insegnamenti del Magistero, in particolare quelli che coinvolgono la sessualità?
Nel caso del matrimonio, nessuno è costretto a qualcosa che ne violi la libera volontà. E chi creda al matrimonio come un sacramento valido solo per la coppia di donna e uomo, resta libero di celebrarlo e viverlo, e non ha nessun motivo di sentirlo offeso dal fatto che altri abbiano scelto di dichiararsi ed essere riconosciuti sposati. In fin dei conti nessuno chiede ai cattolici di rinunciare ai loro valori.
Simone
A quanto pare anche la cattolicissima Irlanda si é avviata verso il decadimento etico, morale e spirituale. Il tumore omosessista generato dalle iperfinanziate lobby LGBT rischia seriamente di espandersi a macchia d’olio in tutta Europa, Italia compresa. Va estirpato prima che sia troppo tardi.
Già in Italia qualcuno ha detto che il referendum irlandese ci impone di ridiscutere dei “diritti civili”, come se questi fossero la priorità in un paese come il nostro devastato da una crisi economica che non sembra terminare più. State certi che il questo Vaticano post-concilio non dirà nulla, come ha fatto col sessantotto, il divorzio, l’aborto, la fecondazione assistita, ecc.
«A quanto pare anche la cattolicissima Irlanda si è avviata verso il decadimento etico, morale e spirituale».
Forse che poco prima del referendum gli irlandesi esprimessero compatti un’etica moralmente e spiritualmente irreprensibile e in linea con il Magistero cattolico?
Era davvero preferibile l’Irlanda bigotta dell’altro ieri, in cui le ragazze “cattive”, rinnegate dalle famiglie, venivano rinchiuse nei conventi di St. Magdalene? C’era più etica spirituale in quelle strutture?
E l’Italia eticamente come sta, tutti allineati e in comunione con il Magistero a battersi il petto?
A prender buona nota delle reazioni, sembra che troppi siano convinti che la pratica dell’omosessualità sia il frutto del riconoscimento giuridico. L’orientamento omosessuale e la sua messa in pratica fanno parte della sessualità umana, come altre manifestazioni.
E ancora: “ Il tumore omosessista rischia seriamente di espandersi a macchia d’olio in tutta Europa”.
Rischia? Se sommassimo il lungo elenco dei paesi che da anni riconoscono le unioni civili e quelli che prevedono nel mondo che conta il matrimonio tra individui dello stesso sesso chi è rimasto fuori?
L’attuale realtà, quella che in troppi si rifiutano di cogliere è che il radicamento popolare del Cristianesimo in Europa e nel mondo occidentalizzato è ormai solo un residuo privo di valori civili e di spirito religioso. I riti di “iniziazione” cui sono sottoposti i bambini nati nelle famiglie di tradizione cattolica, battesimo, catechismo, comunione e cresima servono di solito soltanto per essere conteggiati come cattolici.
Nessuno sta a criminalizzare l’omosessualità e gli omosessuali in quanto tali, sono esseri umani al pari degli altri e figli dello stesso Creatore, solo che poveretti sono nati con un’anomalia, ovverosia il fatto che siano attratti da persone dello stesso sesso e non da quelle di sesso diverso.
Sia ben chiaro, anomalia, non devianza, e con quest’ultimo possiamo certamente indicare la transessualità. Di fatti se le anomalie si possono tollerare, a mio avviso non possono certo venir tollerate le devianze quali il transessualismo. Ma tollerare un’anomalia non significa dover fare cose anormali, assolutamente contronatura e contrarie alla ragione, come il cosiddetto “matrimonio omosessuale”: il matrimonio può essere solo quello tra un uomo e una donna, in quanto porta alla riproduzione, cosa che l’unione tra due uomini o due donne non può portare, lo dice la natura.
Quella dei “matrimoni gay” é solo una perversa invenzione delle lobby omosessiste LGTB, non é mai esistito nella storia del mondo. Il matrimonio vero e proprio é sempre esistito invece, e non è un’invenzione della Chiesa come molti malati di laicismo vogliono far credere, essendo un’istituzione esistente già prima della nascita del Cristianesimo. Stia certo che queste considerazioni le fanno la stragrande maggioranza dei laici e degli atei, ma soprattutto degli omosessuali stessi, che non vanno confusi con gli omosessisti, i quali rappresentano invece la minoranza e la parte peggiore della comunità omosessuale.
Sul fatto che la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso sia avvenuta in Irlanda, a ripensarci bene non dovrebbe sorprendere: mi sono ricordato che molti sono gli scandali di pedofilia scoppiati all’interno della Chiesa irlandese, dove evidentemente la lobby gay é penetrata molto. E di fatti la stessa Chiesa irlandese ha accettato l’esito del referendum, e i suoi esponenti hanno dichiarato che “bisogna adeguarsi ai cambiamenti della società”: é una dichiarazione gravissima, di assoluta debolezza, che da parte delle istituzioni ecclesiastiche non dovrebbe mai essere fatta.
In merito a quello che Lei ha scritto alla fine, e cioè che “Il radicamento popolare del Cristianesimo in Europa e nel mondo occidentalizzato è ormai solo un residuo privo di valori civili e di spirito religioso”, guardi che é una realtà che so benissimo essere quella prevalente nelle nostre società, e il merito é tutto di questa Chiesa secondovaticanista voluta da Giovanni XXIII, che ormai é solo una mera istituzione politica al pari di tante altre, e di fatto non é più una vera guida spirituale per i cristiani.
Due semplici osservazioni Werner.
Sul riconoscimento del matrimonio tra omosessuali meglio chiuderla qui. La Chiesa può dire ciò che vuole, ma di certo l’Europa e così gli altri paesi non torneranno sui loro passi. Del resto non tutti sono credenti e nessuno è obbligato a sposarsi, figuriamoci un omosessuale.
Lei ritiene, come molti altri, che la causa del “ridimensionamento” del Cristianesimo in Europa e nel mondo occidentalizzato sia conseguenza diretta del Concilio Vaticano II, voluto da papa Giovanni XXIII.
Io sono convinto invece sia la conseguenza della rivoluzione antropologica succeduta negli ultimi cinquant’anni. L’esser riusciti a sciogliere l’atavico nesso che lega il piacere sessuale alla riproduzione, ha trasformato radicalmente lo schema della relazione maschio – femmina, ha modificato il modo di essere uomini e donne e ha dato un volto nuovo alla società. È stata una rivoluzione esplosiva, così profonda, che nessuna religione, nessuna filosofia e nessuna guerra avevano mai così radicalmente determinato.
Queste trasformazioni non potevano lasciare indenne la Chiesa cattolica, che ha subito un profondo ridimensionamento e una conseguente perdita d’interesse agli occhi del mondo. La possibilità di procrastinare il desiderio di un figlio, l’aver liberato la sessualità rendendola meno poetica e più pratica, l’aver spostato i limiti del comune senso del pudore ha costretto le morali, tra cui quella cattolica, a fare delle contorsioni su se stesse per rendere tollerabile quel che un tempo era deprecabile. Per riuscire a evangelizzare è necessario essere in due: chi diffonde e chi è disposto ad ascoltare.
In tutto questo, il buon Roncalli c’entra assai poco: secondo me è stato molto più lungimirante di quanto si possa valutare a prima vista.
Simone
Secondo me queste considerazioni che ha riportato celano una rabbia che traspare in modo chiaro. È evidente che tutto questo la infastidisce (arrivare tardi al party? Battuta patetica). Siamo in uno stato laico e che le piaccia o no, presto le cose cambieranno anche qui.
Ma questa non è questione di Stato laico vs Stato confessionale. Questa è questione di giusnaturalismo vs positivismo.
La Repubblica Italiana è giusnaturalista, visto che l’articolo 29 della Costituzione è una chiarissima professione di giusnaturalismo.
Visto che a quanto pare volete trasformare la Repubblica Italiana in una Repubblica positivista dove la realtà è solo questione di numeri, la prima cosa da fare sarà manomettere quella che avete sempre chiamato come la “Costituzione più bella del mondo”.
Romani 1,26-27
“… Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; 27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”.
1Corinzi 6,1-11
“.. Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.”
purtroppo anche la rivista medica più importante del mondo, quella con uno dei più alti impact factor (54,42), con una storia di pubblicazioni ininterrotta da due secoli, è influenzata dalla lobby gay e ha prodotto un accorato editoriale pro-matrimonio-gay http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMe1505179
bisogna resistere e pregare
Ho letto spesso in questi anni gli articoli di Brendan O’Neill, un giornalista irlandese ateo (e marxista), riguardo il “matrimonio” tra omosessuali. Come lo condanna lui, usando solo la Ragione, non ci riescono in molti.