«Che cosa fai a Capodanno?». Più che una richiesta, un tormentone. Più che un sondaggio improvvisato, un’inchiesta rituale. Più che una semplice curiosità, un modo per radiografarti la vita: per sapere dove fai, chi frequenti, cosa ti puoi permettere. Non per nulla la domanda, di solito, inizia a circolare con insistenza crescente da metà dicembre in poi: per dare tempo ai curiosi di redigere le loro personali classifiche di cenoni invidiabili e party esclusivi, quelli con in casa il maggior numero di litri di champagne e parcheggiate fuori, lucidissime, le più costose fuoriserie.

Che fare, dunque? Come uscire incolumi da questo girone infernale di curiosità? Più o meno, le exit strategies son sempre quelle: cambiare discorso, spararla grossa, millantando d’essere in partenza per un cenone in baita a 3.500 metri con Valentino Rossi, Charlize Theron, Cr7, Belén, i prezzemolini Fedez e Chiara Ferragni con Cannavacciuolo ai fornelli, oppure dire la verità. In realtà, ci sarebbe anche una quarta opzione, quella che preferisco: fregarsene di tutto e cercare di trascorrere la notte di san Silvestro in allegria, come viene. Augurandosi un 2019 pieno di serenità e di quella rarità che è la gente capace di farsi i fatti propri.

Giuliano Guzzo

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