La cattiva del giorno, quella da presentare come mostro e quindi da ardere mediaticamente, è la senatrice leghista Stefania Pucciarelli. Le sue colpe? Essere stata eletta presidente della Commissione diritti umani di Palazzo Madama dopo aver parlato di «ruspe nei campi rom» e, l’anno scorso, aver apposto il suo “mi piace”, su Facebook, ad un commento delirante; il “mi piace” fu poi rimosso, ma la Pucciarelli si beccò comunque una querela ed oggi, in seguito alla presidenza raggiunta, la grancassa mediatica è all’opera per presentarla come una sorta di Hitler al femminile, di genocida ansiosa di passare dalle parole ai fatti. Tanto più che la senatrice, che oggi ha esordito dichiarando di volersi occupare di Asia Bibi, sconta un’altra colpa pesantissima: essere stata preferita, pensate un po’, ad Emma Bonino. Orrore. Sacrilegio. Emma for president!

Battute a parte, questa non è né vuole essere la difesa di alcuno ma solo una manifestazione di personalissimo stupore per il chiasso galattico che sta generando questa nomina. Dopotutto, ben prima di ritornare a Palazzo Chigi, la Lega e i suoi esponenti hanno dimostrato, non in anni ma decenni di governo di regioni come Veneto e Lombardia, di non essere affatto inclini a deportazioni di massa né fucilazioni. Anzi: il primo senatore nero, Toni Iwobi, è leghista e proprio oggi Matteo Salvini ha accolto 51 immigrati giunti in Italia tramite un corridoio umanitario dal Niger. Certo, può capitare che la si spari grossa, ma tutto finisce lì: contra factum non valet argumentum. Ad ogni modo, anche bocciando la Pucciarelli, chi c’era prima di lei a quella presidenza? Il piddino Luigi Manconi, noto sostenitore dell’eutanasia. Ora, se (s)ragionassimo come l’intellettuale di Voghera, dovremmo ritenerlo a sua volta un pericoloso nazista.

Ma certo, perché, ben prima di prendersela con gli ebrei ed altri, i nazionalsocialisti (e ricordiamolo per intero, ogni tanto, il loro nome!), col programma Aktion T4, dal 1940 al 1942, eliminarono con l’eutanasia più di 70.000 loro concittadini disabili o reputati tali. Allo stesso modo, vale la pena telegraficamente ricordare chi sia quell’Emma Bonino che la sinistra da decenni osanna come reginetta dirittoumanista, ossia una che da una parte ha sostenuto tutte le guerre possibili degli ultimi decenni (Afghanistan, Iraq, Libia) e, dall’altra, debuttò praticando aborti clandestini a migliaia. 10.141 tra il febbraio e la fine di dicembre del 1975, secondo quanto da lei stessa rivendicato, coi corpicini dei nascituri selvaggiamente aspirati con una pompa di bicicletta e poi riposti in vasi acquistati in «un negozio di sanitari […] un buon motivo», aggiunse lei, con opinabile ironia, «per farsi quattro risate». E la cattivona per cui indignarsi sarebbe la Pucciarelli?

Giuliano Guzzo

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