Le stupidaggini sono eterne, ritornano sempre. Le stupidaggini colossali sono invece prerogativa di questa bizzarra epoca e, in particolare, specialità di due categorie talvolta sovrapposte: i dirigenti del Pd e le femministe. Ecco, in Gran Bretagna il Pd non esiste ma in compenso le femministe abbondano, come prova l’idiozia del giorno, ossia la denuncia delle suffragette 2.0 secondo cui la Apple sarebbe colpevole di commercializzare iPhone troppo grandi. «Mi disorienta», ha detto tal Caroline Criado Perez, una di queste svitate, «che Apple progetti senza pensare ai nostri corpi. Dovremmo essere arrabbiate per questo, stiamo pagando denaro come gli uomini per un prodotto che non funziona altrettanto bene per noi».

In attesa del giorno in cui regalare uno smartphone ad una donzella equivarrà a uno stupro, mi chiedo se nel Regno Unito, dove quello squallore della maternità surrogata è legale dal 1985, dove le gang in generale di immigrati in particolare di pakistani (sì, di quella religione lì) sono responsabili di un numero crescente di abusi e violenze sessuali, dove l’aborto in teoria sicuro mette in pratica in pericolo la salute delle donne (solo dal 1° ottobre 2016 al 31 ottobre 2017, le cliniche londinesi hanno chiamato 466 volte d’urgenza l’ambulanza per complicanze riportate durante gli interventi), dove accade questo e molto altro, ecco, mi chiedo se sia il caso di rompere le scatole alla Apple, e lo dice uno che ha sempre avuto Samsung. Giuro, non avrei mai pensato di rivalutare l’acume intellettuale della dirigenza Pd.

Giuliano Guzzo

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