L’africanizzazione dell’Europa procede a rilento. Se ne lamenta il Post, che scrive: «Ci sono solo 3 europarlamentari neri su 751, mentre tutti i Commissari sono bianchi: quasi nessuno però si pone questi problemi». In effetti 3 su 751 è un’esigua minoranza: ma perché costituirebbe un problema? Dopo le quote rosa, è forse vicino il tempo delle quote marroni? O forse serve iniziare decimare i bianchi? L’articolo questo non lo dice. Evidenzia una presunta criticità, ma non dà alcuna vera risposta. Forse inviare a Bruxelles e Strasburgo un nutrito contingente di migranti potrebbe essere un rimedio ma valli a convincere, i simpatici accoglienti con le coste altrui.

Comunque sia, gli amici de il Post possono stare tranquilli: con questi tassi di natalità cimiteriali, che fanno del Vecchio Continente, secondo il Pew Research Center, «l’unica regione» del pianeta destinata ad assistere alla riduzione «della propria popolazione totale fra il 2010 e il 2050», l’Europa rimarrà europea solo per qualche decennio ancora. Poi diventerà mussulmana, nera, multietnica, o forse semplicemente sparirà: chi vivrà, purtroppo mi viene da dire, vedrà. Nel frattempo, chi pensa che l’Unione europea o comunque il Parlamento ospiti troppi visi pallidi e non ha tempo da perdere, può comunque consolarsi: parecchi europei, quando pensano alle istituzioni europee, sono incavolati neri. In un modo o nell’altro, insomma, alla fine i conti tornano.

Giuliano Guzzo

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