Il Ministero per la Solitudine, istituito in questi giorni da Theresa May, è la clamorosa autocertificazione di un declino non solo inglese ma occidentale senza precedenti. Più precisamente è disgregazione istituzionalizzata, individualismo che cerca di farsi compagnia, disperato tentativo di conservazione di civiltà morente, sottovuoto. In una prospettiva storica, il nuovo Ministro incarna invece l’amara sorpresa di una società che, messi da parte Dio e la tradizione, archiviati i valori e la famiglia, scopre di aver accantonato pure sé stessa.

Da questo punto di vista, la presentazione del nuovo Ministero inglese è stata accompagnata da una clamorosa ingenuità, con la solitudine spacciata come epidemia governabile, circoscritta ad anziani e giovani disabili. Senza quindi avvedersi del fatto che in verità essa è trasversalmente in espansione. Chiedere ai giovanissimi con difficoltà a distinguere tra contatti virtuali e amicizie reali, a chi guarda film sul pc anziché recarsi al cinema in compagnia, a chi compra on line spendendo meno ma facendo evaporare il lato umano della compravendita.

Chi pensasse che c’è il rischio di avviarsi al peggio, va insomma informato che siamo già su un treno in corsa. Del resto, se con la maternità surrogata (guarda caso legale, proprio in Gran Bretagna, da trent’anni), viene sancita l’irrilevanza del legame madre e figlio, se viene cioè messa fra parantesi perfino la più ancestrale e biologica delle relazioni, come stupirsi se ora ne siamo sempre più privi? Essere fagocitati dal Nulla è l’inevitabile destino di Stati e nazioni che, da decenni, propongono poco o nulla di buono, e che si sono affidati ciecamente alla sola Economia e ai suoi scagnozzi, il Bilancio e il Profitto.

Tutto finito dunque? No. Esistono ancora, indivisibili e invisibili, comunità nella società, piccoli eserciti che pregano e fanno figli, che il futuro lo mandano a scuola e lo istruiscono con valori controcorrente. E’ una ribellione totale ma non urlata, domestica e silenziosa, al tempo stesso concreta e spirituale. Trattasi però di una rivolta numericamente assai minoritaria, purtroppo, rispetto a una maggioranza che ancora non capisce. E non si accorge che il Ministero per la Solitudine arriva fuori tempo massimo, come un ossimoro che non sa di cura ma di accanimento terapeutico.

Giuliano Guzzo 

*****

«Un passo gigantesco oltre la sociologia» (Tempi)

«Bellissimo libro» (Silvana de Mari, medico e scrittrice)

«Un libro che sfata le mitologie gender» (Radio Vaticana)

«Un’opera di cui ho apprezzato molto l’ironia» (S.E. Mons. Luigi Negri)

«Un lavoro di qualità scientifica eccellente» (Renzo Puccetti, docente di bioetica)

Ordinalo in libreria oppure acquistalo subito su Amazon

Annunci