Dietrofront a metà, sul bonus bebè. La scelta governativa di non rifinanziare, con la legge di stabilità, l’assegno di natalità è stata infatti rivista, ma fino a un certo punto. Più precisamente, il provvedimento resta, ma l’assegno per i nuovi nati è destinato ad alleggerirsi: dai 960 euro annui, per i nati al prossimo gennaio, dal 2019 scenderà ad appena 480 euro. Una toppa, se possibile, peggiore del buco, dato che è lampante come mai il bonus bebè sia ricomparso dal cilindro, sì, ma solo nell’anno delle elezioni politiche. Della serie: mica intendiamo, cari italiani, aiutare voi e i vostri figli, ci interessano i vostri voti.

Ma con politici che preferiscono le urne alle culle forse si assicura avvenire a un partito, non certo a un Paese. Che sta letteralmente sprofondando: 100.000 nati in meno solo negli ultimi otto anni segnala proprio oggi l’Istat, confermando peraltro che il tasso di fecondità delle donne straniere è fermo a 1.97, ossia sotto la soglia di sostituzione. Ergo, neppure gli osannati immigrati ci salveranno. Eppure, in questo anticipo di campagna elettorale, tutti a blaterare di fake news, senza rendersi conto del fatto che la vera bufala è quella del futuro che può avere una nazione che, da decenni, partecipa a più funerali che battesimi e che, con lo ius soli, potrebbe svendere pure la propria identità.

Giuliano Guzzo

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