I drammatici attacchi terroristici di questi giorni hanno riacceso, tra la gente comune così come tra i cosiddetti esperti, il dibattito sull’esistenza dell’«Islam moderato»: esiste o non esiste? E se c’è, come si manifesta e che rapporti intrattiene con le frange estremiste? Proprio nell’intenzione di non generalizzare e di non fare di tutta l’erba un fascio ha senso, secondo me, soffermarsi su interrogativi di questo genere, che non possono non essere alimentati da aspetti singolari, per non dire preoccupanti. Infatti, se da un lato è vero che globalmente una buona parte delle vittime, se non la maggiore, degli estremisti mussulmani, sono essi stessi devoti di Allah, dall’altro l’«Islam moderato» fatica, almeno in Europa, a farsi sentire. Un problema che, curiosamente, gli esponenti della cultura progressista negano, ma di cui sono sempre più consapevoli – manco a dirlo – proprio gli stessi fedeli mussulmani, alcuni dei quali si sono dichiarati pubblicamente scandalizzati dell’atteggiamento «Islam moderato in Europa.

Si pensi, per esempio, a Hocine Drouiche, imam di Nimes, esponente di spicco della comunità islamica francese nonché già vicepresidente degli imam d’Oltralpe il quale, non più tardi di un anno fa, si è dimesso da ogni carica ricoperta affermando: «Non si potranno mai fare passi avanti se i musulmani europei non si mettono in testa che l’estremismo è diventato un fenomeno evidente all’interno della loro stessa comunità. Dobbiamo dire la verità». Anche costui populista, ignorante e islamofobo, dunque? Difficile. Così come, a ben vedere, è difficile – sempre a proposito di «Islam moderato» – non misurarsi con altri interrogativi. Per esempio: l’Europa è, da anni, insanguinata dagli attacchi di soggetti, ripetono i grandi media, che non sarebbero “veri mussulmani”. Perché mai, allora, nessun “vero mussulmano” ha mai segnalato alle autorità, prima che entrassero in azione, detti finti credenti? Cosa ha impedito ai “veri mussulmani”, allorquando essi bazzicavano moschee e centri culturali, di sporgere denuncia a carico di aspiranti jihadisti?

E ancora: se l’«Islam moderato» non ha nulla a che vedere coi terroristi per ché mai quando, a Molenbeek, gli agenti andarono a prendere Abdeslam, terrorista responsabile degli attacchi coordinati di Parigi del 13 novembre 2015, la popolazione tirò i sassi alla polizia e non a costui? Concludo lasciando la parola non all’opinionista di turno, ma a un semplice operaio che, commentando sul forum di Repubblica.it, ha secondo me descritto la situazione attuale con più acume di quello di tanti, cosiddetti esperti: «Sono un semplice operaio (quindi mi scuso se sbaglio a scrivere qualcosa), sono a contatto 8 ore al giorno con gente che viene da paesi islamici e posso dire con assoluta certezza che questi sono più razzisti di noi.. con un paio di ragazzi sono diventato QUASI amico ma se si parla e si entra nei dettagli questi ODIANO il nostro modo di vivere, la nostra libertà. Quando parli della donna occidentale fanno dei ragionamenti incredibili solo per fare un esempio.. è chiaro che i terroristi sono qualche decina di co…..i, ma se per ASSURDO si dovesse combattere una guerra casa per casa, questi non stanno di certo dalla nostra parte».

Giuliano Guzzo

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