Ammetto, sperando di non essere linciato per questo, di nutrire perplessità sulla ricostruzione dell’attacco aereo condotto con gas tossici sulla città di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale. In particolare, non mi rassicura il fatto che le prime fonti siano l’Osservatorio siriano per i diritti umani (che li osserva da lontano, dato che ha sede a Londra) e i caschi bianchi, che mai pare abbiano denunciato gli orrori dei “ribelli”, per cui simpatizzano, e soprattutto già resasi responsabili – mi viene segnalato – di numerose bufale.

Altri rilevano pure altre stranezze, come i soccorritori delle vittime dell’attacco all’opera a mani nude (non il massimo, dopo un attacco chimico), medici che si sarebbero fiondati sul Twitter a dare notizie sull’accaduto con video e foto, cadaveri che secondo fonti locali ricorderebbero molto quelli di alcuni dei rapiti da Al-Qaeda la scorsa settimana; senza dimenticare altri bombardamenti con armi chimiche, come quello del 21.8.2013, che si credevano di Assad, prima di essere individuati come opera dei mercenari che lo combattevano (Cfr. Lloyd – Postol, Massachusetts Institute of Technology, 14.1.2014).

Ma se invece la notizia risulta vera, lancio, per quel che vale, anche io un appello: processate Assad. Anzitutto per idiozia, però. Sì, perché usare gas tossici è da criminali, impiegarlo contro i bambini è da mostri, ma l’averlo fatto contro oppositori in forte difficoltà, proprio nel momento in cui l’America, con l’amministrazione Trump, aveva ritenuto che non fosse più lui il pericolo numero uno, dopo che – da anni – tentano di accusarlo proprio di simili atrocità, per guadagnare zero sotto il profilo militare e perdere tutto sotto quello strategico-mediatico, attirandosi peraltro contro il mondo intero, dall’Unicef all’Onu, dalla Francia all’Europa intera, farebbe di Bashar Hafiz al-Asad non so se il dittatore più il sanguinario, ma di certo il più fesso.

Giuliano Guzzo

Annunci