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L’immensa commozione collettiva per la scomparsa di Carlo Pedersoli – quasi fosse morto uno di famiglia, anzi per molti è senz’altro così – è pari, credo, solo al mio stupore per il carattere di Bud Spencer, che conoscevo come attore ma del cui lato privato, confesso, sapevo ben poco. Invece leggendomi le sue interviste ho scoperto un uomo fiero delle proprie origini («Stai parlando con un Napoletano e non con un Italiano»), capace di denunciare in modo graffiante i motivi per cui è stato prima snobbato e poi dimenticato dalla critica cinematografica («Mah, forse perché non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni»), non relativista («Ho imparato cos’era buono e ho fatto cose importanti. Certo mi sento peccatore, ma nelle cose piccole») e di fede («Ho fatto tante cose ma senza Dio non avrei fatto nulla. Ho un grande senso di gratitudine verso il Cielo»). Un uomo al quale, insomma, oltre che per le innumerevoli risate (e botte), vale davvero la pena d’essere grati. Riposi in pace.

Giuliano Guzzo

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