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A Betlemme, duemila anni fa, non erano affatto pronti per accogliere Gesù: mancavano non solo amici ospitali ma persino alloggi e stanze, tanto che Giuseppe e Maria – com’è noto – furono costretti a rifugiarsi nel solo locale che trovarono, più adatto agli animali che agli uomini e certamente non quello ideale per un parto; eppure andò così, col Bambino che avrebbe cambiato la Storia illuminandola come nessun altro nato in ambiente assai poco solenne, per non dire umiliante, distante da ogni attenzione.

Ebbene, oggi le case – per chi rimarrà a casa con la famiglia – e i ristoranti – per chi con la famiglia pranzerà fuori – saranno, fra addobbi e luci, quanto di più lontano da quella oscura grotta di Betlemme; ma i nostri cuori? Sono davvero più luminosi e ospitali del posto dove Gesù venne al mondo? Possiamo affermarlo con certezza? Evidentemente no. Questo però non ci vede inquietare. Infatti, se Dio non ha cambiato stile – e non vi sono elementi per pensarlo – quel Bambino, oggi, nasce anzitutto in chi meno se lo aspetterebbe.

E’ la logica del Cristianesimo, che non intende trionfalmente reclutare i migliori – tanto meno quanti si reputano già tali -, bensì guidare i dispersi, sollevare gli afflitti, riscattare i delusi. Una vera e propria Alba di Luce che principia in questo giorno e della quale ciascuno è chiamato a fare memoria; perché dissolta la festosità odierna, fra qualche tempo, potrebbero tornare sconforto e senso di inadeguatezza. E sarà proprio allora, per molti versi ben più di oggi, che dovremo trovare l’umiltà di farci salvare da un Bambino.

Buon Natale a Tutti, quindi, soprattutto a chi non è pronto.

giulianoguzzo.com

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