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L’avviso che campeggia fuori da una pizzeria di Giazza, nel veronese, dove si spiega che non sono graditi i bambini urlanti mentre lo sono – come recita un simpatico cartello lì accanto – gli animali, avrebbe certamente scandalizzato i nostri nonni ed i nostri genitori, ma non deve affatto stupire noi. Noi che viviamo in un’epoca e in un Paese in cui, curiosamente, per eliminare i plantigradi che aggrediscono l’uomo occorre, come dimostrano recenti vicissitudini del Trentino, fare i conti con opinione pubblica, animalisti e leggi per la specie protette, mentre se si eliminano, per esempio con l’aborto, esseri umani del tutto innocenti non si ha contro l’opinione pubblica, né gli animalisti né, tanto meno, le leggi dello Stato, che anzi sovvenzionano il triste paradosso.

Perché dunque prendersela dunque col gestore della pizzeria Al Torrente, che pensa gli animali mediamente più educati dei bambini? Fra l’altro, l’insensatezza di una simile polemica – che ha trovato ampio spazio sul quotidiano “L’Arena” – si può comprendere anche sulla base del fatto che non solo in Veneto o a Verona, ma nell’Italia intera i figli stanno diventando una rarità: ne nascono infatti sempre meno e, nonostante l’osannato contributo demografico degli immigrati, i deceduti superano oggi di gran lunga i nuovi nati. Ecco che allora, se c’è una critica che si può fare a quella pizzeria veronese, è quella – amara – di osservare che il problema dei bambini urlanti, oltre ad essere relativo, sarà presto risolto: del tutto. E a quel punto l’invito all’ingresso dei quadrupedi sarà, purtroppo, il solo possibile.

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