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Scriveteci presto un libro, perché la storia di Tullio Pavan, 91 anni, e Giuseppina Avezzù, 88, una coppia di Cavarzere, provincia di Venezia, i giovani di oggi e domani la devono conoscere: devono sapere di quali meravigliosi finali è capace l’Amore. Procediamo però con ordine e partiamo dai fatti.  Tullio e Giuseppina si conoscono che sono ancora dei ragazzi – sedici anni lui, appena tredici lei –, s’innamorano per poi, nel 1952, sposarsi. Da allora hanno condiviso tutto: dall’amore per i figli alla passione per il lavoro, che li ha visti l’uno accanto all’altra in diversi bar e ristoranti. Un legame talmente robusto, il loro, che neppure malattia e morte hanno potuto nulla, tanto che i due se ne sono andati ad appena un paio d’ore di distanza. Ora, che marito e moglie muoiano pressoché assieme, per quanto commovente, non è uno scoop assoluto: ogni tanto capita, anche se è sempre toccante. Quello che però rende incredibile la storia di Tullio e Giuseppina – con lei deceduta a seguito d’un delicato intervento e lui, malato da tempo, poco dopo – è il fatto che al marito, per ovvie ragioni, nulla era stato raccontato del trapasso della moglie.

«Si stava spegnendo poco a poco da tempo», riferisce al tal proposito la figlia Wilma, «e abbiamo cercato di non addolorarlo. Della morte di nostra madre abbiamo parlato tra di noi solo a bassa voce». Eppure, nonostante la malattia, i 91 anni e la bassa voce dei figli, Tullio è venuto a sapere della partenza della sua amata raggiungendola dopo pochissimo. Come diavolo l’ha saputo? Non è chiaro, evidentemente. Gli scettici, per loro natura costretti ad appellarsi al caso, inviteranno alla prudenza parlando di stupefacente coincidenza, ma chi vive senza paraocchi sa che non è così. E sa pure che, se il destino ha permesso che il legame fra i due innamorati di Cavarzere divenisse così forte, non lo ha fatto solamente per loro due, ma anche affinché ciascuno, sentendo di una storia simile, eviti d’inseguire traguardi evanescenti e si ricordi qual è, fra le tante possibili, la vera priorità dell’esistenza. Fate presto, quindi: scriveteci un libro, perché hanno pubblicato romanzi per molto meno. E perché niente è più consolante del sapere che non è la vita a contenere l’Amore, ma l’Amore a contenere la vita e a darle la certezza – specie quando di mezzo c’è una promessa di eternità – di poter durare ancora.

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