Dopo la puntata di Announo di ieri, nella quale la giovane Giulia Innocenzi ha confezionato un formidabile spot in favore non solo di matrimoni ed adozioni omosessuali, battaglie evidentemente considerate già vinte, ma pure dell’utero in affitto – presentato come “maternità surrogata” o persino “altruistica”, quasi che le mamme che crescono i figli che mettono al mondo fossero delle egoiste -, ritengo importante, traendo spunto proprio da quella trasmissione, evidenziare come funziona in televisione la propaganda anti-famiglia così la prossima volta, che certamente non tarderà ad arrivare, forse sarà meno efficace.
Dissenso unico. E’ fondamentale che la difesa della famiglia naturale sia affidata ad un solo ospite, non di più. Meglio ancora se costui è un sacerdote o un vescovo non giovanissimo, in modo che nei telespettatori passi con chiarezza il messaggio che solo i cattolici di una volta, gli ultimi nostalgici del Medioevo insomma, credono ancora che i figli abbiano bisogno di un padre e di una madre e che la diversità di sesso sia requisito fondamentale per il matrimonio.
Il cattolico aggiornato. Accanto al solo ospite in contrasto col Pensiero Unico, deve essere presente – in studio o in collegamento – un cattolico “aggiornato”, che non solo premetta ad ogni sua singola affermazione quel «secondo me» requisito fondamentale per apparire al passo coi tempi, ma che insista sul fatto che siamo nel 2015 (autentico scoop, in effetti), che la Chiesa deve cambiare e che ha fiducia in Papa Francesco, che sarebbe ben diverso da «quell’altro». Assai gradita è anche la figura del cattolico gay.
Famiglie “Mulino Bianco”. Per una buona propaganda arcobaleno è necessario che le “famiglie omosessuali” vengano presentate come felici, serene e sorridenti. Ieri ad Announo, per esempio, sono state presentate due coppie di uomini ordinate, pacifiche, una più pacata dell’altra: neppure un’ombra, nei loro volti, di quelle tensioni che spesso vivono le famiglie all’antica. Col risultato che chi seguiva la trasmissione provava quasi il dispiacere, alla fine, di non essere stato cresciuto da una coppia gay.
«Tutti gli studi dicono». Nel caso in cui il solo ospite pro-family presente nella trasmissione osasse rilevare che il miglior interesse di un bambino è quello di crescere con un papà ed una mamma, magari pure i suoi genitori biologici, è doveroso che gli venga ribattuto che «tutti gli studi» – o che «la scienza» – affermano che per un figlio “basta l’amore” e poco conta avere o non avere un padre ed una madre. Ma se davvero “basta l’amore” perché i genitori devono essere solo due e non possono essere dieci o venti o trenta? Mistero mai chiarito.
Conduttore imparziale. La riuscita della propaganda anti-famiglia esige pure una conduzione all’altezza, con colui che ha il compito di gestire la trasmissione sempre attento a non lasciare il tempo di concludere un ragionamento a chi parla in difesa della famiglia naturale e a ricordare che le persone di tendenze omosessuali sarebbero “senza diritti”, che la lotta all’omofobia – piaga i cui confini, astutamente, non vengono mai definiti – è una priorità. Al telespettatore che crede nella famiglia naturale non restano così che sconforto e la sensazione di essere il solo, in fondo, a pensarla ancora così.

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Perchè allora prestarsi a tale scempio? Siamo stati avvertiti d’essere come agnelli in mezzo ai lupi, ma proprio per questo ci è stato detto d’essere furbi come serpenti. La Chiesa costituisca un gruppo selezionato e mediaticamente opportuno di portavoci. E prima di accettare di partecipare a queste trasmissioni, si ottengano le giuste garanzie!
Fino a quando i cattolici nostalgici potranno ancora esprimersi liberamente in TV (a parte ‘announo’)? Fino a quando essere (veri) cattolici non sarà reato? Ha scritto un tale: “E’ il periodo peggiore prima della purificazione finale, quindi la caduta libera è ancora lunga, estote parati”.
Il fatto e´che di cattolici vecchia maniera ce ne son sempre meno, che di persone che si chiedono perche´siamo al mondo e cosa succede dopo la morte ancora di meno… la chiesa, tutta colpa della chiesa ma… ma chi e´ la chiesa? Non siamo noi stessi chiesa? non siamo noi stessi che non abbiamo la volgia di sbatterci per le battaglie giuste, per le battaglie che stanno scritte su Vangelo e Bibbia?
Ero certo che la puntata trasmessa ieri sera l’avrebbe terrorizzata e agitata!
La sintesi che lei riporta non ha nulla a che vedere con quanto andato in onda e, se lo lasci dire, il suo sottile sense of humour poteva dare di più.
Perché, che a lei piaccia o no, realtà come famiglie omogenitoriali sono molte, anche qui in Trentino, e non hanno bisogno di essere accettate: ci sono, esistono e sono famiglie come le altre.
Provi a farsene una ragione, vedrà che si sentirà subito meglio e che un po’ di acredine se ne andrà.
P.s.: sorrida, il mondo e la razza umana non si estingueranno comunque, neanche se dei gay crescono dei figli e sono felici!
Caro Marco, sei un cuoco? Giri la frittata in maniera eccezionale!
Il problema non sta nel pro o contro la felicità tua o di tutti gli omosessuali della terra, ma in quella dei figli.
Il benessere del terzo coinvolto, questo povero bimbo, sembra interessare poco rispetto alla libertà di scelta del proprietario di turno: “io voglio avere un figlio” pare che faccia dimenticare che significa “avere” un figlio che è una cosa diversa rispetto ad “avere” una casa, un telefono, una maglia o qualunque oggetto che possiamo desiderare per “essere felici”
Nessun commento alla puntata di ieri sera, decisamente pilotato il messaggio che si voleva far passare.
Molto interessante l’intervento del ragazzo di colore, che ovviamente è andato in onda a dieci miniuti dalla fine, quando forse molti avevano già spento il televisore …
Verità emersa e indiscutibile : non si possono avere frutti se non si possiede un frutteto, si possono comprare (questo è il termine corretto) o crescere ma non saranno mai TUOI e questi si chiederanno per tutta la vita da dove vengono
I figli sono di chi li ama e li cresce.
Basta spiegarglielo. E cresceranno felici.
E nessuno può dimostrare il contrario.
Come mai molti figli adottati sentono la necessità di trovare i loro genitori? sapere da dove vengono? come mai sapere che l’essere adottato può portare scompiglio in un giovane? eppure.. e’ nella famiglia che lo ama….
Ognuno ha una storia, quel bimbo nasce perchè i nonni hanno fatto nascere i suoi genitori, e i suoi bisnonni su miglioni di persone si sono incontrati e hanno fatto nascere i suoi nonni, e i suoi bisbis nonni etc etc… sai come si chiama?
Mistero della vita. Ognuno di noi è inevitabilmente chiamato a cercare chi si è… Veramente chiedete ai figli adottati.
Già che lo devi spiegare c’è qualcosa che non va. Io non spiego a un bambino che deve camminare, è naturale che avvenga. Non gli spiego che deve vedere, è naturale che lo fa da se. E’ come dire, spiegagli che non può volare senza aereo.. lo sa da se…
Vi invito a parlare con esempi semplici e non dottrinali, perchè da ricercatore vi dico, che ogni cosa può essere distorta a mio piacimento.
L’amore a molte forme, ma è come fumo, affascinante da guardare, ma se lo provi ad afferrare sparisce, e l’egoismo di volerlo afferrare manda via tutto..
Io che non sono cattolica praticante,ma solo cristiana, come donna e madre sento con il cuore, con la mente e con l’anima che la famiglia è UNA e che i genitori DEVONO essere padre e madre come DIRITTO SACROSANTO del nascituro.
Questo è lOptimum, poi ovviamente possono esserci varianti, non volute, non desiderate ma un figlio ha il diritto che almeno all’origine venga concepito con amore… come NATURA vuole!
Accettando come realtà che possa esserci l’amore amosessuale, ciò non toglie che dovrebbero sapere che non possono essere però equiparati in ogni aspetto, punto!
Tutto il resto è forzatura….e con l’arrivare all’utero in affitto si giunge alla DEGENERAZIONE! altro che progresso…TUTTO CIO’ E’ UN DISGUSTOSO EGOISMO che non tiene conto del diritto del bambino…ma è ovvio che noi stiamo vivendo un periodo molto oscuro e che il mondo è in mano a Satana e a i satanisti che lo governano… spero presto nella fine di tutto ciò…
L’ha ribloggato su IL REIETTO.
La Innocenzi e’ quella che fece entrare le Femen nel studio, alcuni mesi fa; delle svitate che mimavano l’amplesso con un crocifisso. Quando le fecero notare che non era proprio elegante, continuo’ solo a ripetere “ma non capisco come nel 2015 ancora ci si scandalizzi per le Femen…”
Provasse a fare la stessa cosa con dei simboli dei musulmani.
Sono d’accordo con Giuliano Guzzo comunque. Ha precisamente descritto come si comportano delle trasmissioni quando ci sono temi LBGTQAP. In particolare, la scelta di mettere un solo dissenziente, meglio ancora se uno che non sa usare bene le parole.
Il ragazzo gay sembrava fatto x non parlare della aspirante magistrato capaci solo di aggredire e di sostentare teorie proprie mai scientifiche e soprattutto Pare vogliano negare o condannare le situazioni normali quelle di sempre come fossero superate o peggio dannose … Il ragazzo di colore che come il classico ciccione di certo conosce la discriminazione VERA ha usato parole concrete per non parlare del figlio di 2 lesbiche assolutamente contrario all’adozione de figli alle coppie gay perché i bambini hanno bisogno della loro mamma e anche di un papà. Quel ragazzo parlava con rabbia per un diritto negatogli e che gli ha condizionato la vita, gay pure lui, e che è solo frutto di egoismo. Ma anche questo messo in onda talmente tardi che nessuno lo avrà ascoltato. La presentatrice pessima e il monsignore un grande perché resistere solo in mezzo a tutti quegli attacchi …tanto di cappello.
Sembra che il consenso al matrimonio e alle adozioni gay stia avendo un incremento straordinariamente accelerato. Ora, come acutamente afferma Christopher Caldwell, l’opinione pubblica non cambia così velocemente nelle società libere. Quindi delle due una: o non è vero, come si vuol far credere, che stia realmente cambiando, o la società non è più molto libera. Comunque sia a ben guardare infondo se è vera la seconda, è vera di conseguenza anche la prima.
A ogni modo, che la questione dei cosiddetti diritti gay sia diventata una inevitabile necessità strategica per la leadership globale, una questione da imporre alla pubblica opinione anche con mezzi coercitivi (v. Illary Clinton), la dice lunga sulla vera posta in gioco.
Quanto poi alla superstizione della cosiddetta ininfluenza del fattore genitoriale per i figli, sarebbe interessante poter interrogare un certo Froid. Stiamo prendendoci delle enormi responsabilità nei confronti di chi non ha voce; a cuor leggero, con parecchia superficialità e senza la minima cautela.
Questa puntata di Announo ha avuto solo il 3,19% di share: forse é anche troppo alta come percentuale per un programma scadente dal punto di vista qualitativo e dei contenuti, quale é quello condotto dalla Innocenzi.
Ricordiamoci che questo é lo stesso programma, che nella scorsa edizione ospitò quelle squallide meretrici delle Femen, quindi forse definendolo scadente sono stato troppo buono, perché se dovessi esprimere il mio vero giudizio su Announo, sarei costretto a utilizzare un linguaggio triviale, ma preferisco evitare per non scadere nella volgarità.
Il fatto che sia stato seguito da “quattro gatti” é senz’altro positivo, vuol dire (almeno mi auguro) che alla stragrande maggioranza degli italiani non piace questo tipo di informazione spazzatura.
Gaybbels (Gheibbels) fa bene il suo lavoro. Facciamo bene il nostro che è quello di essre sale e luce della terra, come dice il vangelo di oggi.
è funzionale alla propaganda anti-famiglia trasformare la questione in una lotta confessionale tra cattolici (conservatori) e gay. Per tale motivo invitano sempre preti e vescovi, e si guardano bene dall’invitare intellettuali atei contrari al matrimonio gay per mezzo della sola ragione (esistono, vedi il britannico Brendan O’ Neill o l’irlandese John Waters).
Credo che ci sia del vero in quel che dice.
Buonissima lettura. Posso segnalarti “Coppie in attesa” su Rai2, docu-reality che racconta le vicende di otto giovani coppie italiane? Stasera nuova puntata: http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/l-attesa-la-gioia-le-speranze-il-parto-vissuto-dai-papa/204532/203613?ref=HRESS-10
Analisi corretta. Aggiungo che la vita privata non può e non deve interessare a nessuno, ma se coinvolge l’interesse dei minori, il sentire comune e le istituzioni diventa argomento che ci coinvolge e non si risolve con i sentimentalismi (l’amore è amore, basta l’amore e tutto il resto anche perché i sentimenti appartengono alla sfera privata e non vengono regolati dalle leggi) ma con la ragione. Poi ci sarebbero interrogativi (per cui alcuni di noi hanno già la risposta) del tipo: cui prodest? Cioè chi ha interesse a che uno stile di vita sia normalizzato? Perché i figli “fabbricati” debbano avere l’allure nobile del desiderio di generare cioè perpetrarsi e trasmettere i propri geni? Le risposte vengono da lontano e si possono trovare in parte tra le righe scarne del famoso, per i bioeticisti, rapporto Jaffe: tutto confluisce in un unico grande progetto. Peccato che Jaffe non avesse messo in conto la fecondazione artificiale e tutto il business che smuove …