tempi

Questa è la foto della sede del settimanale Tempi, al cui sito sono onorato, talvolta, di collaborare. Voi cosa vedete, su quel muro? Qualcuno ci vedrà un’offesa meritata, la giusta accusa a penne ritenute senza cuore. Altri si limiteranno a vedere una scritta, una sciocca provocazione e niente più. Io invece ci vedo degli amici, dei fratelli brutalmente offesi e, insieme a loro, tutta l’ipocrisia di un mondo che si fa bello con la tolleranza degli altri, che esige il rispetto che non sa dare, che si presenta come Charlie ma in realtà di nome fa Nessuno.

I miei amici di Tempi, che conoscono Matteo 5,11, non saranno certo spaventati da una scritta come quella che hanno trovato. Figuriamoci. Sanno infatti che l’odio che attirano – condiviso da tanta gente colta, civile e perbene – è la conferma dell’amore che stanno seguendo.  Il vero dubbio, a mio modo di vedere, è semmai un altro: coloro che hanno imbrattato quel muro e coloro che, davanti ad un gesto simile, così gratuito e vigliacco, applaudono o sono indifferenti, quando se ne accorgeranno – perché un giorno se ne accorgeranno – sapranno sopportare l’idea di aver odiato?

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