2015

E’ sempre la solita storia: un diluvio di calorosi auguri, valanghe di auspici ma poi, a brindisi esauriti, la realtà presenta il suo conto, spesso salato. Tutto sembra così rimanere com’era, con i problemi ancora al loro posto e le preoccupazioni, specie alcune, che non se ne vogliono andare. Anche per questo, direi principalmente per questo, cari Amici, non vi farò i soliti, evanescenti auguri di buon anno. All’euforia fine a se stessa – spero comprenderete – preferisco infatti il realismo, perciò non vi auguro un 2015 speciale ma Vi rivolgo un invito: datevi da fare per renderlo tale. Provateci. E non perdetevi in inutili attese, non affidatevi agli oroscopi, condividete la vostra felicità sì, ma non appaltatela.

Vedete, il nostro errore più frequente, rispetto al futuro, è oscillare fra due opposti: l’illusione di farcela da soli e il terrore di essere perduti qualora venisse meno l’assistenza altrui. Come in tante altre cose, anche qui la verità sta nel mezzo; sbagliano quindi sia gli aspiranti eroi solitari, che s’illudono di volare prima d’imparare a correre e in qualche caso a camminare, sia coloro che nutrono fiducia in tutti fuorché in se stessi. Ed è proprio questa, in effetti, la parolina magica: fiducia. Un termine spesso di uso e abuso politico, ma dentro il quale si nasconde l’essenza, tutto quello di cui abbiamo bisogno. Perché è la fiducia, ben prima del denaro, dei mercati finanziari o di altre aspettative, a muovere il mondo.

Se il Sole sorge e le stelle, la notte, vegliano su di noi è difatti perché Dio ha ancora fiducia negli uomini e nella possibilità che, nonostante tutto, possano combinare qualcosa di buono. Se un papà ed una mamma ci hanno voluti, amati e sostenuti fino alla maturità è perché hanno avuto fiducia in noi. Ed hanno riposto in noi fiducia, ancora, quanti ci sono stati accanto donandoci consigli e sorrisi nei momenti difficili. Dunque se inaugurassimo il 2015 con buoni propositi ma senza vera fiducia tradiremmo l’affetto che abbiamo ricevuto: e, in definitiva, pure noi stessi. Perché avere fiducia non vuol dire sperare che qualcosa possa accadere, ma sapere che qualcuno ce la farà; e che quel tale, sia la persona che conosciamo meglio.

 

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