karolina

Non so se Carolina Kostner abbia davvero sbagliato. Proprio non lo so. Non conosco le carte e i dettagli dell’inchiesta che la riguarda. Però i 51 mesi di squalifica richiesti per complicità ed omessa denuncia rispetto agli errori di Alex Schwazer mi sembrano francamente una follia che sconfina ben oltre il “Dura lex, sed lex” che si rispolvera quando urge far apparire digeribile l’indigeribile. La violazione di cui la pattinatrice si sarebbe resa responsabile – secondo le regole – comporta questo? Allora, signori miei, c’è qualcosa che non va nelle regole. Dispiace che la clamorosa contraddizione emerga solo ora, ma c’è: ed è innegabile.

Perché non è logico che Carolina Kostner – che mai ha fatto uso di sostanze dopanti – rischi ben quattro anni e tre mesi di squalifica, che sono addirittura più della pena inflitta a Schwazer, il quale è stato beccato, lui sì, con le mani nella marmellata. Non mi pare, del resto, che vi siano precedenti e questo probabilmente spiega come mai ci si accorga solo ora di un’assurdità regolamentare simile. Dopodiché gli intransigenti continuino pure – ignorando che già Cicerone accostava il massimo diritto alla massima ingiustizia (De officiis, I, 10, 33) – la loro apologia delle regole inflessibili (se si applicano agli altri), tanto per quel che vale io ho già deciso, in questa storia, con chi stare.

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