concetto

Su L’Espresso lo scrittore partenopeo autore di Gomorra torna a randellare verbalmente, come direbbe lui, le Sentinelle in Piedi; ed anche, stavolta, il concetto di natura, ai suoi occhi ingombrante ed insensata reliquia valoriale. «Chi sa cosa vorrà mai dire: bisogna procreare in maniera naturale, le coppie devono essere quelle naturali, ci si deve amare in maniera naturale, i rapporti sessuali devono essere naturali. Chi sa perché – prosegue Saviano – l’aggettivo “naturale” viene così spesso utilizzato per neutralizzare concetti che si ritiene difficile riuscire a spiegare. Difficile perché la nostra formazione culturale non ci consente talvolta di trovare le parole più adatte».

Ne consegue, secondo questo ragionamento, che da Aristotele – che com’è noto definitiva la famiglia «comunità che si costituisce per la vita quotidiana secondo natura» – ai Padri Costituenti – per i quali la famiglia è «società naturale fondata sul matrimonio» – la storia umana sarebbe costellata di bifolchi che hanno incautamente maneggiato il concetto di “natura”, per di più associandolo alla famiglia, senza sapere in quale guaio si stavano cacciando e quali odiose discriminazioni stavano giustificando. Può darsi che Saviano abbia ragione, chissà. L’impressione di chi scrive, in effetti, è che se non si riesce a capire che ad un bambino spettano padre e madre il problema sia un altro, ben più radicale di quello filosofico di natura: quello di cecità.

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