Oggi è la Festa dei nonni, quei signori senza i quali non solo la vita ma gli stessi Natali e le Pasque, le domeniche e le cene in famiglia non sarebbero le stesse. Perché sono i nonni, in fondo, il cuore della famiglia, loro che hanno visto crescere quelli che ci hanno cresciuto, che c’erano tanto tempo fa e per alcuni di noi ci sono ancora, saggi e vigili. Sono talmente preziosi che non dovrebbe esserci bisogno – come recita la Legge 31 luglio 2005, n. 159 – di «un momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale»: la Festa dei nonni, infatti, dovrebbe essere ogni giorno, perché della loro amorevole saggezza siamo quotidianamente debitori.

Ma dato che tale riconoscenza, spesso, non ottiene lo spazio che merita, oggi è la buona occasione, per noi nipoti distratti, di rimediare alle tante volte che non abbiamo saputo valorizzare a dovere i nostri nonni: chi con un abbraccio, chi con una semplice telefonata, chi con una preghiera. L’importante è non dimenticarsene. Anche perché, sarà un caso, il 2 ottobre è pure la data in cui la Chiesa cattolica celebra gli Angeli custodi. Non so i vostri, ma dei miei – dei tre nonni che ho potuto conoscere, almeno – francamente non ho mai visto le ali. Ma del fatto che mi siano stati mandati immeritatamente dal Cielo tutti e quattro, no, non ho mai dubitato.

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