obama

Potete stare tranquilli, amici, che Obama – sì, il Nobel per la Pace – non renderà mai la vita davvero dura alla circolazione delle armi nel suo Paese. Per diverse ragioni, elettorali e commerciali. Le prime poggiano sulle risultanze di un sondaggio Gallup i cui esiti, diffusi poco più di un anno fa, hanno messo in luce come, se nel 1960 il 60% dei cittadini americani era favorevole a rendere più difficile la circolazione delle armi, oggi quella percentuale è di appena il 26%. E si vede: nel 2011 è stato registrato il record di 11 milioni di armi acquistate ed oggi – afferma il Federal bureau of investigation – i privati cittadini americani possiedono tra 240 e 270 milioni di armi.

La seconda ragione per cui Obama non vieterà le diffusione di armi è dunque commerciale: quale politico, andando contro le convinzioni della maggior parte dei suoi cittadini/elettori, andrebbe a mettere il bastone fra le ruote – per di più in una fase di crisi economica – ad un settore che non solo tira, ma risulta persino in crescita? Con questo non si vuole, sia chiaro, esprimere alcun assenso a quanto accade ora negli Usa, ma solo attuare una banale constatazione. Fra l’altro, se davvero volessero migliorare la situazione, i politici americani dovrebbero intervenire anche sulla televisione. Solo un ingenuo, infatti, potrebbe non capire come nel Paese dove i diciottenni, “grazie” alla tv, hanno assistito 16.000 omicidi e 200.000 atti di violenza [1], vi sia anche un serio problema educativo e culturale.

Ultimo pensiero riguardo ad Obama: stiamo parlando di un guru contemporaneo. Di uno stimato, anche in Italia, a destra come a sinistra. Eppure l’uomo – il Nobel per la Pace, sì, sempre lui – ben poco ha fatto finora. Non solo: in campagna elettorale nulla ha detto rispetto alla possibilità di limitare la diffusione delle armi. Figurarsi dunque se un politico, fra l’altro un esemplare furbone come lui, va a realizzare – oltretutto con le implicazioni che dicevamo poc’anzi – quello che non ha promesso, quando già fatica a concretizzare quello che ha promesso, e ripetute volte. E poi stiamo pur sempre parlando di un Nobel per la Pace, suvvia. Non come quel guerrafondaio di Romney, che quando era governatore dello stato del Massachusetts fece approvare una legge che vietava il possesso delle “armi d’assalto” e quadruplicò la tassa sul porto d’armi.

[1] Cfr. Maffi M. – Scarpino C. – Schiavini C. – Zangari S.M. (2012) Americana, Il Saggiatore, Milano 2012, voce “Armi”,  p. 49