Saremo anche un Paese e retrivo e proibizionista, però da noi la lotta alla droga funziona. Infatti – secondo quanto emerso nell’ultima Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia presentata pochi giorni or sono dal Ministro Riccardi – il consumo di stupefacenti è in continuo calo, come evidenzia il calo di consumo nella popolazione generale: – 0,09% per l’eroina , – 0,14% per la cocaina, – 0,11% per gli stimolanti, – 0,05% per gli allucinogeni e addirittura – 1,18% per la cannabis [1], la droga “leggera” che a detta dei soli noti (Veronesi, Saviano, Pannella, ecc.) dovremmo legalizzare perché fuori controllo. Quando invece, come si è visto, è vero il contrario: il suo consumo è nettamente in calo, addirittura più di quello di altre droghe. Certo, è vero che per la cannabis «si riscontra una lieve tendenza all’aumento tra la popolazione studentesca» [2], ma questo – come dimostra il citato e complessivo calo del consumo della sostanza – ha più a che vedere con un problema educativo che legislativo. Perché le nostre leggi, spiace per gli amici “antiproibizionisti”, funzionano. Cosa che non si poteva dire fino a qualche anno fa; per esempio dal 1995 al 1999, quando la percentuale di coloro che dichiararono di aver provato la cannabis salì vertiginosamente: + 33%[3] Allora la temutissima ed iniqua Legge Fini-Giovanardi non c’era. Però il consumo di stupefacenti anziché calare – a differenza di oggi – aumentava. Una scomoda verità per chi crede che la soluzione, quando si parla di droghe, sia legalizzare. Eppure – dati alla mano – è una verità.

[1] http://www.politicheantidroga.it/media/569576/cap.i.1.pdf; [2] http://www.politicheantidroga.it/progetti-e-ricerca/relazioni-al-parlamento/relazione-annuale-2012.aspx; [3] http://www.politicheantidroga.it/media/187305/relazione1999.1153746858.pdf