Non appena si è concretizzata l’ipotesi di un governo a trazione grillina e leghista, fondato su una obbligatacollaborazione fra Di Maio e Salvini, si è improvvisamente materializzato – a livello istituzionale, politico e mediatico – un incubo: quello delle «risposte sovraniste». Tutti ne parlano, dal Presidente Mattarella al redivivo Gentiloni; tutti se ne preoccupano; tutti si chiedono che ne sarà dell’Italia e dell’Europa, se mai queste «risposte sovraniste», giudicate utopiche e inattuali, dovessero malauguratamente prevalere. E’ un allarmismo generalizzato che però non convince.

Infatti, nel diffuso timore per le «risposte sovraniste» diverse cose non tornano. La prima consiste nel fatto che è dal 4 marzo, col successo di 5 Stelle e Lega, che il cosiddetto sovranismo si è imposto pure in Italia: perché preoccuparsene solo ora, oltre due mesi dopo? Non era un’evidenza già chiara? O forse alcuni in fondo speravano che fra centrodestra e 5 Stelle non fosse mai siglato alcun accordo e che l’Italia restasse, per chissà quanto, in balia di ingovernabilità o di governi tecnici? Lo so, a pensar male si fa peccato. Ma spesso, insegnava uno che la sapeva lunga, s’indovina.

In secondo luogo, la paura delle «risposte sovraniste» fa sorridere perché sa di ravvedimento colpevole e tardivo dal momento che il cosiddetto sovranismo, a ben vedere, altro non è che una reazione – spesso esasperata – al globalismo. Chi dunque si allarma per le «risposte sovraniste», ammesso e non concesso che esse siano così preoccupanti, farebbe ad interrogarsi sulle ragioni che ne hanno reso possibile l’esplosione. Troppo facile, insomma, svegliarsi solo ora, dopo anni di europeismo all’insegna di austerity e ritornelli mondialisti, e non accorgersi che quello cui oggi si assiste non è, rispetto a tutto questo, che l’inevitabile effetto.

La critica alle «risposte sovraniste», inoltre, palesa una notevole contraddittorietà nella misura in cui giudica queste inapplicabili. Scusate, ma se le cose stanno davvero così, se cioè le «risposte sovraniste» sono condannate a non essere percorribili, perché tutto questo allarme? Se insomma il sovranismo è veramente destinato a rimanere pura astrazione demagogica, si scioglierà da solo, come neve al sole; senza bisogno che alcuno ne sia terrorizzato. A meno che la realtà non sia diversa, e quello del sovranismo sia davvero un incubo, ma solo per chi credeva che la Storia potesse avere una ed una sola direzione; ed oggi è costretto ad aprire gli occhi.

Giuliano Guzzo

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