Si è mossa tutta «l’Italia migliore» – quella dei Saviano e delle Boldrini, dei Volo e delle Littizzetto – in favore dell’appello, lanciato ieri da un blogger siriano, di fotografarsi con la bocca e il naso coperti per protestare contro l’uso delle presunte armi chimiche a Douma. Tutti a coprirsi bocca e naso. Solo che il tiranno da abbattere, Bashar al-Assad, a seconda dei post diventa «Hassad» (Luciana Littizzetto) o «Hassan» (senatrice De Petris, Leu), e tu – che mastichi la politica estera così così – ti senti improvvisamente un opinionista di primo livello, davanti a questo gregge radical chic, che non sa nulla di ciò di cui parla, che già si è scordato delle «guerre buone» in Iraq o Libia (sempre un mostro da abbattere con bombe intelligentissime, a un passo dal dottorato), ma che in fondo, stavolta, una certezza l’ha: ha stato Hussein. Se i morti non fossero morti, la Siria non fosse martoriata da anni di conflitto e non fossimo sull’orlo della terza guerra mondiale, che i pacifisti part time si augurano a loro in saputa, verrebbe da ridere.

Giuliano Guzzo

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