Se Google ha paura della differenza sessuale, come prova il licenziamento di James Damore, ingegnere autore di un documento che rimarca le distinte propensioni tra maschi e femmine, i suoi innumerevoli utenti sono autorizzati ad avere paura del celebre motore di ricerca. Perché diffonde contenuti ma, evidentemente, avversa una verità di cui gli uomini mai hanno dubitato, quando passavano più tempo davanti alla realtà che davanti a uno schermo.

Oggi invece si va giorno dopo giorno verso l’esatto contrario, con un capovolgimento tale per cui se un uomo dubita di essere maschio e una donna femmina va tutto bene, anzi benissimo, ma se qualcuno è certo di quanto da sempre rammenta la Bibbia – «maschio e femmina li creò» (Genesi 1,27) – e più recentemente ha affermato John Gray – «Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere» -, rischia: su questo, purtroppo, nessun dubbio.

A proposito, se Damore è stato defenestrato per un testo di 10 pagine sulle differenze tra i sessi, non oso pensare cosa sarebbe toccato a me, che ne ho scritto uno di 256. Chissà. So solo che se un giorno si dovesse essere processati per aver sostenuto che maschi e femmine sono differenti – visto l’andazzo, non lo escluderei -, a cavarsela sarà l’imputato che, tra le altre cose, farà presente al giudice uomo che possiede una gran bella automobile, e a quello donna che la trova dimagrita.

Giuliano Guzzo

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