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Sognano di sfasciare la famiglia e i popoli europei. Sul serio: non è il timore di qualche allucinato ma quanto il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e quello dell’Istruzione tedesco, Johanna Wanka, hanno dichiarato in occasionedella sottoscrizione di un accordo sulla cooperazione tra Italia e Germania nell’ambito della formazione professionale. Nella società che ci attende – ha infatti dichiarato il Ministro Giannini, che ricordavamo docente di glottologia e linguistica ma non di sociologia – «non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi», saremo tutti costretti a trasferte continue e «il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più».

In effetti il viaggio e un certo atteggiamento esterofilo spopolano, specie fra i più giovani – qualcuno ha difatti parlato di trolley generation -, ma nessuno, fra gli esponenti politici che contano, aveva mai associato lo spostarsi continuo ad una drastica ridefinizione del modello familiare. Ma andiamo avanti, perché pure il Ministro Wanka, forse per non essere da meno della controparte italiana, si è lanciata in una profezia spiegando, con riferimento all’inverno demografico che tormenta in generale l’Europa e in particolare la Germania (e l’Italia), che la soluzione sono proprio loro, i migranti: «I nuovi arrivi hanno una precisa funzione economica, perché vanno a inserirsi all’interno di uno spazio lasciato vuoto».

Che dire? Hanno ragione i Ministri Giannini e Wanka? Dobbiamo attenderci la ridefinizione della famiglia e l’uscita dall’inverno demografico del popolo europeo coi «nuovi arrivi»? Una risposta a simili quesiti richiederebbe molto spazio, ma in estrema sintesi si può iniziare col dire che l’istituzione familiare, in Europa, è oggettivamente da decenni in crisi: è un fatto. Eppure finora non è emersa da nessuna parte – tanto meno in America, continente cui i due Ministri sembrano guardare con enorme e forse ingiustificato entusiasmo -, un modello familiare che funga da equivalente funzionale a quello «cui siamo abituati». Tradotto: una società in cui non vi sia «più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi» non esiste. Di più: non è mai esistita.

Se infatti da un lato la famiglia ha subito nel corso dei secoli trasformazioni continue e talvolta anche assai profonde, dall’altro il suo nucleo – composto da uomo, donna e prole – non è sostanzialmente mai venuto meno. Perciò, anche se non tutti i Ministri hanno affrontato studi sociologici, tutti i Ministri dovrebbero sapere che non è mai esistita alcuna civiltà o comunità che sia sopravvissuta all’estinzione facendo a meno della «cellula fondamentale della società». Non tutte le realtà sociali estintesi erano cioè prive di nuclei familiari, ma tutte quelle prive di nuclei familiari stabili si sono nel giro di non molto estinte: qualcosa – viene da pensare – vorrà pur dire, con buona pace di chi pronostica l’avvento di nuovi e meglio precisati “modelli familiari”.

Affermare che «il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più», significa insomma pronosticare solamente una cosa: il suicidio demografico continentale; ma sicuri della sua buona fede, immaginiamo che il Ministro Giannini intendesse in realtà dire altro. Anche perché – venendo alla “profezia” del Ministro dell’Istruzione tedesco – è tutto da vedere il fatto che, mentre gli europei “vintage”, proni a logiche economiche, saranno intenti a disperdersi nel globo, i “nuovi” europei – i migranti o i «nuovi arrivi», che dir si voglia – potranno nel frattempo risolvere il guaio demografico sottraendo in particolare Germania ed Italia ai rispettivi e quasi identici tassi di natalità cimiteriali.

Infatti, – anche sorvolando sul fatto che la natalità è in calo pure nei Paesi dei migranti, e che gli immigrati occidentalizzano alla svelta i loro stili di vita – c’è un piccolo problema: quasi il 75% dei richiedenti asilo in Europa sono uomini (fonte Economist, non Salvini). E dato che non si ha ancora notizia di casi di gravidanza maschile, sarebbe bello capire in che modo i «nuovi arrivi» potrebbero ripopolare l’Europa. L’impressione è che i Ministri Giannini e Wanka non sappiano bene di che parlano quando pronosticano un’Europa in grado di farcela senza famiglia «come la intendiamo oggi» e grazie ai «nuovi arrivi». E’ normale: non tutti possono sapere tutto. Ma prima di lanciarsi in certe analisi, sarebbe meglio informarsi. Altrimenti, più che quella di Ministro, sì finisce col fare la parte del Divino Otelma.

Giuliano Guzzo

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