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Lo storico incontro fra Papa Francesco e il patriarca Kirill a L’Avana – il primo in assoluto tra il capo della Chiesa di Roma e uno della Chiesa ortodossa russa – ha visto l’importante sottoscrizione di una dichiarazione congiunta che, se da un lato ribadisce la comune consapevolezza «della permanenza di numerosi ostacoli», dall’altro fissa anche dei punti fermi. Fra questi, svettano indubbiamente difesa della famiglia naturale e la della vita umana sin dal concepimento alla morte naturale, principi che nel testo sono sottolineati con estrema chiarezza anche se i mass media non sembrano conferire a questo molta enfasi.

Ecco dunque – integrali, senza commenti – i passaggi più politicamente scorretti del documento sottoscritto da Francesco e Kirill: «La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società. Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. Ortodossi e cattolici condividono la stessa concezione della famiglia e sono chiamati a testimoniare che essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche, la loro apertura alla procreazione e all’educazione dei figli, la solidarietà tra le generazioni e il rispetto per i più deboli. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna.

È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica. Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cfr Gen 4, 10).

Lo sviluppo della cosiddetta eutanasia fa sì che le persone anziane e gli infermi inizino a sentirsi un peso eccessivo per le loro famiglie e la società in generale. Siamo anche preoccupati dallo sviluppo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, perché la manipolazione della vita umana è un attacco ai fondamenti dell’esistenza dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Riteniamo che sia nostro dovere ricordare l’immutabilità dei principi morali cristiani, basati sul rispetto della dignità dell’uomo chiamato alla vita, secondo il disegno del Creatore» [12 febbraio 2016].

giulianoguzzo.com

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