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A leggere i titoli apparsi su internet e riferiti dai telegiornali, sembrerebbe che Papa Francesco, al Congresso degli Stati Uniti, non abbia fatto che protestare contro pena di morte e commercio di armi, temi sui quali effettivamente il Santo Padre, nel suo discorso, si è soffermato, ma che di certo non ne esauriscono il ben più ampio contenuto. In particolare, scorrendo il testo integrale dell’intervento del Pontefice (tra l’altro facilmente reperibile su internet) si trova anche un passaggio – per lunghezza senza dubbio più esteso, per esempio, a quello sul commercio delle armi – a difesa dell’importanza della famiglia, a dire di Francesco minacciata «forse come mai». Eccolo:

«Terminerò la mia visita nella vostra terra a Filadelfia, dove prenderò parte all’Incontro Mondiale delle Famiglie. È mio desiderio che durante tutta la mia visita la famiglia sia un tema ricorrente. Quanto essenziale è stata la famiglia nella costruzione di questo Paese! E quanto merita ancora il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento! Eppure non posso nascondere la mia preoccupazione per la famiglia, che è minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno. Relazioni fondamentali sono state messe in discussione, come anche la base stessa del matrimonio e della famiglia. Io posso solo riproporre l’importanza e, soprattutto, la ricchezza e la bellezza della vita familiare».

Come mai i media, salvo poche eccezioni, hanno nascosto questo importante passaggio del suo discorso al Congresso? La risposta è fin troppo ovvia: per non guastare l’immagine politicamente corretta di Papa Francesco che, con frequentissimi “taglia e cuci”, si è fatto di tutto per cucirgli addosso. E dire che non solo il Santo Padre ha insistito sull’essenzialità della famiglia, ma ha proseguito il ragionamento soffermandosi anche su un’altra questione, strettamente connessa a quella famigliare vale a dire quella dei giovani ai quali, secondo Francesco, sono vittime di una cultura che vuole allontanarli dall’ideale familiare.

«In particolare – ha detto il Papa – vorrei richiamare l’attenzione su quei membri della famiglia che sono i più vulnerabili, i giovani. Per molti di loro si profila un futuro pieno di tante possibilità, ma molti altri sembrano disorientati e senza meta, intrappolati in un labirinto senza speranza, segnato da violenze, abusi e disperazione. I loro problemi sono i nostri problemi. Non possiamo evitarli. È necessario affrontarli insieme, parlarne e cercare soluzioni efficaci piuttosto che restare impantanati nelle discussioni. A rischio di banalizzare, potremmo dire che viviamo in una cultura che spinge i giovani a non formare una famiglia, perché mancano loro possibilità per il futuro. Ma questa stessa cultura presenta ad altri così tante opzioni che anch’essi sono dissuasi dal formare una famiglia».

Queste parole sui giovani «dissuasi dal formare una famiglia» – unitamente al succitato richiamo alla cellula della società, «che è minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno» – sono, com’è evidente, state silenziate dal circuito mediatico. E dire che si trattava di sottolineature tutt’altro che irrilevanti, nel Paese la cui Corte Suprema ha definitivamente aperto le porte alle nozze gay; tanto più che è stato sempre lui, Francesco, ad esprimere il desiderio che «durante tutta la» sua «visita la famiglia sia un tema ricorrente». Il Papa per il momento non è stato accontentato, anzi dai resoconti dei suoi interventi sembrerebbe che di famiglia non abbia mai parlato. Tanto poi – è il pensiero dei burattinai dell’informazione – i discorsi integrali del Santo Padre li leggono in pochi.

giulianoguzzo.com

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