Il mondo intero l’ha visto agli Us Open, a rendere omaggio alle tenniste italiane che si disputavano la finale. Alcuni – fra i quali il sottoscritto – hanno immediatamente sentito odore di opportunismo, considerato che, comunquefosse andata a finire, il successo dell’Italia era garantito e il Presidente del Consiglio s’era guardato bene, volpino com’è, dall’annunciare la presenza a New York prima che Roberta Vinci stendesse Serenona Williams. Nient’altro che malelingue, replica piccato il fronte renziano, difendendo lo zelo istituzionale di cui l’ex sindaco di Firenze sarebbe campione.
A parte, a proposito di Stati Uniti, che non si ricordano voli transoceanici last minute di Barack Obama, Georg Bush né di Bill Clinton per godersi qualsivoglia finale – tutta gentaglia senz’amor patrio, si vede -, sorprende che il Presidente del Consiglio, in un anno sei mesi e venti giorni, non abbia mai trovato il tempo per altri tour istituzionali. Dove? Per esempio in India, dai Marò ingiustamente detenuti e – da quanto sarebbe emerso in questi giorni, dopo che l’India è stata costretta a scucire le carte dell’inchiesta, finora negate a chiunque, al Tribunale Internazionale di Amburgo – pure innocenti.
Di Matteo Renzi, chissà come mai, non si sono mai avute tracce neppure – tornando all’Italia – laddove si sono verificati tracolli elettorali, disastri o alluvioni. Da veneto, per esempio, avrei trovato parecchio opportuna una capatina del Premier fra Mira, Dolo e Cazzago di Pianiga, dove un tornado, lo scorso luglio, ha portato la distruzione che sappiamo. Allo stesso modo, molteplici – da quella per la strage di Bologna a quella dell’attentato terroristico al Bardo di Tunisi, ad altre ancora – risultano le commemorazioni alle quali il Nostro si è guardato bene dal presentarsi. Ma ovviamente sarà stato preso da ben più serie faccende, cosa andate a pensare.

Credo che per i politici le occasioni pubbliche siano sempre più pericolose: bastano venti persone decise e munite di fischietto per rovinare la festa. Quindi o scelgono luoghi blindati con claque fidate (non so, Grillo nelle sue piazze catafratte o Renzi al chiuso in quale sala facilmente presidiabile dai famigli) o non si fidano a far vedere la faccia.
Una faccia che è sempre meno guardabile – e, se càpita, sono indispensabili antiemetici e antidiarroici.
Voglio dire: Lama che sfida gli autonomi alla Sapienza è archeologia non tanto politica, ma soprattutto civile e culturale.
Per quanto riguarda l’esibizione a Flushing Meadows del Presidente del Consiglio, personalmente la considero una buffonata in linea con il personaggio: vanesio, egotico, inflazionato e opportunista. Non sarà certo la sua apparizione a New York che rafforzerà il meid in Itali – la Ferrari si venderà come prima e i turisti scapperanno da Pompei come prima.