Dei tanti dibattiti seguiti alle elezioni regionali, il più interessante è a mio avviso quello su flussi e composizione dell’elettorato, aspetto sul quale l’Istituto Demopolis ha realizzato un’accurata indagine scoprendo che: su 100 elettori che avevano votato Pd alle europee 62 l’hanno fatto alle regionali e 30 si sono astenuti; stessa musica per il M5S: su 100 che lo votarono alle europee 60 l’hanno rifatto e 29 si sono astenuti. La Lega invece non solo ha mantenuto maggiormente l’elettorato, ma l’ha diversificato: su 100 elettori alle regionali, meno della metà (40) l’avevano già votata alla europee, gli altri provengono rispettivamente da Forza Italia (33), dal M5S (8), persino Pd (5) e i rimanenti vengono da altre liste, incluso – udite, udite – il partito più blindato d’Italia: gli astenuti.
Liberissimi allora di criticare Salvini sulle cui proposte, specie alcune – penso alla prostituzione regolamentata –, nutro del resto anche io qualche riserva, tuttavia ostinarsi a liquidarlo come un incapace, e per di più pericoloso, non aiuta a comprendere né lui né i tanti che lo sostengono. Fossi nei suoi rivali, evitando lamentele non proprio originalissime contro il populismo e l’elettorato del Carroccio, che come si è poc’anzi visto risulta sempre più multiforme e sempre meno classificabile, inizierei a lavorare sulla loro comunicazione politica, dalla semplificazione del linguaggio – opzione che non implica inevitabilmente il ricorso a volgarità – alla scelta dei “volti” da inviare nei dibattiti, la cui giovane età non è, da sola, garanzia di bravura. Anche qualche attenzione in più alla pressione fiscale e al problema della sicurezza, senza per forza sovrapporsi al programma leghista, non guasterebbe.

Chi vota Lega lo fa solo perché in Salvini vede una sorta di politico anti-sistema, quando in realtà é sistemico al pari degli altri, a cominciare da Renzi. É da oltre 20 anni che ha militanza politica, e in un partito, la Lega Nord, che al pari degli altri ha contribuito in maniera significativa alla devastazione del nostro paese. É da oltre 10 anni che siede all’europarlamento, ed uno così sarebbe euroscettico? Fosse davvero euroscettico, e se gli facesse davvero così schifo l’Unione Europea, non farebbe l’europarlamentare.
Alle regionali, in Veneto, storica roccaforte leghista, Salvini ha vinto solo grazie a Zaia, avendo la lista “Zaia presidente” preso il maggior numero di voti, che, é vero finiscono sempre alla Lega perché é pure il partito di Zaia, ma é vero anche che molti veneti hanno preferito non barrare la lista del carroccio.
Non é credibile, sta solo scimmiottando il FN francese della Le Pen perché sa che un movimento simile in Italia non esiste e che allo stato attuale riscuoterebbe molti consensi. La Lega é un partito né carne né pesce, non è nazionalista e identitario come il FN, e non é seriamente anti-UE: quando nel 2002 in Italia entrò in vigore l’euro, la Lega faceva parte del governo allora in carica, e allora questi lestofanti in camicia verde non dissero neppure una parola. Il FN invece, già con Le Pen senior ha sempre manifestato avversità verso l’UE e l’euro.
L’allargamento al sud con la lista “Noi con Salvini”, é solo un altro modo per accrescere i consensi, quei consensi che ormai al Nord (inteso come Lombardia e Veneto dove hanno il potere da anni) non possono più recuperare, e quindi hanno indirizzato la loro attenzione verso il Sud e in quelle regioni del centro-nord in cui non li conoscono bene, come la Liguria, la Toscana, l’Umbria, ecc., dove hanno preso molti voti.
In quello che dice c’è qualcosa di esagerato, qualcosa di falso ma certamente pure qualcosa di vero.
E anche per questo quacosa di vero da lei descritto, mi vien da pensare che votare Lega (per un’impenitente moderato come me) potrebbe essere cosa assai saggia.