Semprelastessastoria

L’aspetto più grave di quanto accaduto ieri a Milano non è stato, a ben vedere, né la devastazione ad opera dei black bloc, né gli undici agenti feriti né il video divenuto virale del giovane “manifestante” secondo cui è «giusto spaccare tutto». No, signori, il peggio è che era tutto – tutto – ampiamente prevedibile, fin nei minimi dettagli. Il peggio è che finisce sempre così, che ogni volta tocca ascoltare la storiella di poche centinaia di violenti in una manifestazione tutta di persone perbene senza che però queste, guarda caso, riescano quasi mai a bloccare, individuare o almeno a denunciare nessuno dei criminali che ha a pochi metri armati di spranghe e molotov.

E allora che senso ha manifestare dissenso contro un sistema o un evento o qualcosa che ritieni incivile se accetti sempre di accompagnarti, a pochi metri, con i più incivili di tutti? Ecco, il peggio è che tocca sempre credere alla favola degli incappucciati che nessuno-conosce, nessuno-sa-da-dove-siano-sbucati e poi nessuno-sa-dove-siano-finiti. Ma dato che le forze del disordine sono perennemente in servizio, che basta una manifestazione di un qualche rilievo per farle entrare in azione, forse è il caso di parlarsi chiaramente e di valutare in futuro anche di proibirle, certe manifestazioni; non perché la libertà di manifestare non sia un diritto dei cittadini, ma perché concedere la libertà di distruggere è da fessi.

Certo, in teoria fra manifestare e devastare la differenza è enorme, ma in pratica – specie quando sfilano certi cortei “democratici” – la prima cosa implica quasi sempre la seconda, come ormai infiniti esempi dimostrano. E allora perché non decidersi a prevenirli, disastri come quelli accaduti ieri in centro a Milano? In caso contrario, almeno lo si dica. Lo si dica che va bene così, che fumogeni e bombe carta e molotov sono legittimo sfogo di teppisti che ogni tanto, poveretti, vanno lasciati divertire. Lo si dica che il diritto alla guerriglia di qualcuno viene prima di quello alla sicurezza di tutti. Avanti, lo si ammetta. I danni dei barbari li pagheremo comunque, ma almeno non ci faremo più prendere per i fondelli.

 

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