Salvini

E’ da diverso tempo che studio Matteo Salvini e, al di là delle più differenti considerazioni politiche sulla sua persona – che lascio ad altri -, penso sia indiscutibile un fatto: è un comunicatore di notevoleabilità, decisamente paragonabile al suo rivale, Matteo Renzi. Non “solo”, intendo, per la scelta di temi e slogan che puntualmente funzionano e si fissano subito nella mente della gente, né “solo” per l’uso costante dei social network: anche per la creatività. In occasione della manifestazione a Roma di ieri, per esempio, anche se nessuno l’ha finora fatto notare il Nostro è riuscito in un’impresa per nulla banale: lanciare ben quattro messaggi efficaci. In un solo giorno.

Il primo è stato l’aspra critica rivolta verbalmente al premier e ripresa da tutti i tg e siti internet («Renzi servo sciocco»), mentre gli altri tre – e qui sta l’originalità comunicativa salviniana – erano stampati su due magliette ed una felpa che il Nostro ha indossato, nel corso della stessa giornata, sopra la camicia bianca d’ordinanza, e che risultano dagli scatti fotografici; questi i messaggi:«Renzi a casa», «Io sto con Stacchio» e «Marò liberi subito». Risultato: ieri Salvini non solo ha attirato l’attenzione dei media su di sé, cosa difficile fino ad un certo punto per un leader politico nazionale, ma si è servito degli stessi per veicolare numerosi messaggi. Anche se quello più evidente, per chi esamina certe dinamiche, rimane per l’appunto la sua bravura comunicativa.

 

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