Mango

Muore Giuseppe Mango e poco dopo, accanto a lui, se ne va suo fratello Giovanni. E dopo ancora anche Michele e Armando, gli altri due fratelli del cantante, accusano un malore: si erano recati in ospedale per Giovanni, ignorando che fosse morto, e non appena giunti al pronto soccorso si sono a loro volta sentiti male, finendo ricoverati entrambi. Qui le notizie rilevanti sono due. La prima è che esistono anche nuclei con quattro (e più) fratelli: nel tempo in cui si celebra la coppia libera e autosufficiente, sapere di coppie che oltre a darsi amore danno figli, e tanti, fa riflettere su quanto certe famiglie, nella loro apparente normalità, siano speciali.

La seconda notizia è che le famiglie unite – dispiace contraddire i devoti al dio Progresso – non sono affatto un’invenzione della Mulino Bianco. Esistono veramente. Certo, oggi il legame fra i fratelli Mango ha il sapore della tragedia. Ma tragedia, a ben vedere, fino ad un certo punto: infatti il loro dramma collettivo è lì a dimostrare che la vita può spezzarsi e la salute può venir bruscamente meno, ma certe cose durano anche dopo. E forse la vera tragedia, in realtà, è quella che accade in altre circostanze, quando un addio è indolore o quasi. «La grande tragedia della vita – ha detto William Somerset Maugham (1874-1965) – non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare».

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