vitaèbella

Che fareste se cinque ladri vi capitassero in casa armati di mazza e coltello? Non è una bella domanda, ma almeno possiamo permetterci il lusso di rispondervi tranquillamente, quasi meditando. Invece a Camerino, un piccolo centro montano in provincia di Macerata, nelle Marche, l’altro giorno un papà si è trovato davvero insieme alla famiglia – e con molta meno calma – davanti a questa domanda, e la sua risposta è stata probabilmente assai diversa da quella che la gran parte di noi darebbe. Infatti, quando una banda di malviventi gli è piombata in casa all’ora di cena, la sua prima preoccupazione non è stata chiamare la polizia o fare il fenomeno, e neppure quella di mettere al sicuro oggetti di valore.

No, la sua prima preoccupazione è stata totalmente un’altra, e cioè fare in modo che il figlio di quattro anni non si spaventasse. Così quando il piccolo, sentendo il rumore di mazzate contro una finestra, ha iniziato subito a tremare il suo babbo, pur consapevole dell’evidente gravità della situazione, non ha esitato – esattamente come l’indimenticabile Roberto Benigni de La vita è bella – a tranquillizzarlo spiegandogli che in realtà, quello che stava per iniziare, era solo un gioco: «Sono i cacciatori, stai tranquillo, non è nulla». Alla comparsa dei cinque ladri col volto coperto e l’accento straniero è seguito un ulteriore tentativo di tranquillizzare il piccolo: «Guarda papà, noi siamo i buoni, loro i cattivi e ora giochiamo tutti insieme qui in casa».

Il sangue freddo del geometra marchigiano non ha però fermato la banda, che prima ha minacciato sua moglie e poi, prima di portare a termine il colpo e tagliare la corda a bordo di un Suv bianco, ha sequestrato e minacciato pure una coppia di amici della famiglia, giunta lì perché attesa per cena. Da quanto è dato sapere, alla fine nessuno è stato ferito e i ladri sono attualmente ricercati. Non sappiamo se verranno individuati né possiamo dire se il piccolo abbia creduto veramente al racconto fattogli da suo padre. Ma che un genitore abbia avuto un’idea simile, anteponendo la tranquillità del figlio a tutto il resto, fa riflettere; sulle tante possibili forme di coraggio e, soprattutto, su cosa sia davvero l’amore.

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