Cono-gelato

Marianna Madia ha il diritto di gustarsi i coni di gelato che preferisce senza che alcuno vi costruisca sopra ironie trash e ginnasiali, trovate da chi ha poco cervello e troppo tempo libero. Questa è la premessa per chiarire subito che il servizio del settimanale Chi sul Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione è spazzatura indifendibile. Dato però che al peggio non c’è mai fine, ecco che alla vergognosa allusione sessuale segue, in queste ore, la mobilitazione delle vestali del femminismo 2.0, anime belle alla riconquista della dignità femminile perduta; come se l’oltraggio culturale alla donna fosse farina della redazione di Alfonso Signorini e non l’epilogo di costumi nuovi ed alternativi al perbenismo borghese.

Parliamo fra l’altro di gente che non fiata di fronte alla maternità sostenuta con gli spiccioli e all’aborto interamente pagato dallo Stato, che ignora o perfino giustifica utero in affitto, commercio di ovociti ed ogni altra nefandezza lesiva di quell’inderogabile rispetto della donna ora, chissà come mai, magicamente riscoperto. Il bello è che questo stesso esercito indignato che adesso si stringe attorno a Marianna Madia non avrebbe esitazione a sbranare l’eroina offesa quando questa aprisse bocca, per esempio, in fatto di aborto («L’aborto è il fallimento della politica») o di famiglia («Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli»). Come dire: sei grande, ma è meglio se pensi al gelato. Complimenti.

Annunci