Diversi amici da tutta Italia, domenica scorsa, hanno vegliato nelle piazze leggendo “La famiglia è una sola”. Certo che questo per qualcuno sarebbe il peggiore degli incubi – essere letti dai difensori della famiglia naturale: che orrore! -, per me è invece motivo di orgoglio. Non solo perché appoggio in toto la battaglia di questa temutissima realtà apartitica ed aconfessionale che però, per ridimensionarne la portata, viene furbescamente associata al fondamentalismo di matrice cattofascista, ma anche perché mi allieta sapere come un piccolo libro possa contribuire ad una grande battaglia; come l’apporto di ognuno, alla fine, possa aiutare coloro che si ostinano a credere alla ragione senza cedere alle sirene del «Love is Love».
“La famiglia è una sola” è fra le Sentinelle
07 martedì Ott 2014
Posted in La famiglia è una sola

Il fatto di trovare detestabile il modello di famiglia diciamo tradizionale e in buona parte basato sul diritto naturale, nonostante io sia una donna eterosessuale, mi induce razionalmente a dare alle sentinelle delle ragioni oggettive. Personalmente non desidero una famiglia tradizionale e non mi sento strutturata per certi ruoli ma so che le mie soni ragioni soggettive. Le ragioni soggettive riguardano il soggetto, cioè l’individuo con il suo vissuto peculiare e non possono essere oggettivate e fatte valere per tutti su scala sociale. Se come individuo posso provare sentimenti ed emozioni negative nei confronti del modello famigliare che conosciamo, oggettivamente le Sentinelle hanno ragione a volerlo tutelare.
Se mi posso permettere, direi che il suo e’ un ragionamento oggettivo :)
Per arrivare a condurre ragionamenti lucidi, si deve mettere da parte il proprio personale vissuti, l’amarezza, le delusioni o anche soltanto le inclinazioni della personalità individuale. L’onestà intellettuale è la sola cosa che mi permette di ragionare oggettivamente. Ritengo che le tendenze omosessuali, delle quali una persona non è direttamente imputabile, esprimano un disagio psicoaffettivo di un qualche tipo ed origine. Rispetto la sofferenza emotiva e psichico di queste persone ma non rispetto quella che alcuni chiamano”la cultura LGBT”. Non è una cultura, è un’ideologia i cui ideatori appunto sembrano voler mettere le zampe su quello che, con le reali istanze LGBT, non ha nulla a che fare.