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Chissà se quel gran genio Mark Zuckerberg aveva pensato anche a questo, al fatto che la sua rivoluzionaria creatura, Facebook, potesse servire pure a mantenere saldi i legami familiari. Eppure, anche se non è del tutto scontato, per i figli, accettare o chiedere l’amicizia virtuale dei propri genitori – più si cresce con l’età e meno sono i figli, secondo una ricerca, a prendere l’iniziativa nei confronti di papà e mamma (Repubblica.it, 13/12/2013) – a quanto pare il re dei social network può contribuire positivamente a dinamiche intrafamiliari. A confermarlo è uno studio che, prendendo in esame un campione di 491 adolescenti e rispettivi genitori, ha evidenziato come l’amicizia su Facebook fra figli e genitori risulti correlata a fattori quali un minor rischio di reati e, in generale, ad un minor rischio di condotte devianti (Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking 2014; 17(1):8-13).

Avere mamma e papà “amici” quindi aiuta? In realtà è presto per dirlo, perché questa ricerca non chiarisce se l’efficacia positiva del legame genitori-figli rilevata potesse essere preesistente, come pare verosimile, rispetto all’incontro virtuale. Di certo una funzione di controllo l’amicizia di mamma e papà su Facebook la esercita, tanto è vero che i ricercatori, in qualche caso, hanno rilevato come per i figli la presenza virtuale di mamma e papà sia motivo di imbarazzo. Tuttavia pare più che ragionevole l’ipotesi secondo cui il social network non funge che da “protesi” di una relazione solida e quindi già in grado di orientare positivamente i figli verso comportamenti corretti. E francamente, c’è da augurarsi che sia così dal momento che sarebbero un vero peccato se internet, strumento eccezionale e non certo da demonizzare, potesse un giorno rimpiazzare quella concreta vicinanza che nei processi educativi non arricchisce solo i figli, ma anche ai genitori.

 

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