Manuale del buon tifoso

Le dieci regole del buon tifoso: 1) Tifare Italia evitando contemporaneamente lo snobismo chi dice di non seguire il calcio salvo poi elemosinare informazioni sugli esiti delle partite, e l’esterofilia di quanti, per darsi arie da cosmopolita, tengono per squadre straniere; 2) Prenotarsi una postazione privilegiata davanti allo schermo televisivo e della birra, must dell’italiano medio nonché indispensabile premessa al celebre “rutto libero”; 3) Improvvisarsi competenti in materia calcistica aggiungendo costantemente a quella ufficiale una seconda telecronaca; 4) Procacciarsi abbigliamento ed oggettistica tricolore così da formare un’ideale “curva italiana” lungo l’intera penisola; 5) Dare, a prescindere, la colpa ad arbitro e guardalinee; 6) Negare spudoratamente l’esistenza di qualsivoglia fallo salvo quelli subiti dalla propria nazionale; 7) Approfittare dell’intervallo, in caso di risultato parziale negativo, per riscoprire l’importanza di Fede e Provvidenza; 8) Dinnanzi ad un errore grossolano da parte di un calciatore della nazionale, spiegare con animo alterato ai presenti che quel tiro «non lo sbagliavo neppure io»; 9) In caso di sconfitta, attribuire ogni responsabilità alla sfortuna e alle generose mazzette intascate dall’arbitro poco prima dell’inizio della partita; 10) In caso di vittoria, inneggiare alla ritrovata meritocrazia.

 

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