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Che a Lecce siano state contestate le Sentinelle in piedi perché manifestano per la famiglia fondata sul matrimonio, a ben vedere, non deve meravigliare. Anzitutto perché è già accaduto in altre città (Trento, Verona), ed accadrà sempre più spesso. E poi non è un male: se ti contestano mentre contesti – soprattutto mentre contesti il Pensiero Unico, che ci vuole tutti quanti acefali e contenti –  vuol dire che sei dalla parte giusta; se poi ti contestano persino mentre vegli leggendo un libro, significa che basta il silenzio di chi pensa ad innervosire i maggiordomi del politicamente corretto: figurarsi cosa possono fare le parole di chi ragiona. Tutto bene, allora? Nient’affatto.

Perché se da un lato non deve meravigliare, anzi è positiva la contestazione di chi non è dalla tua parte mentre manifesti per la famiglia, dall’altro è scandalosa e inaccettabile l’indifferenza di chi lo è. L’Italia e l’Europa sono fortunatamente ancora piene di persone – eterosessuali e non – che pensano che la famiglia sia, com’è sempre stata, quella composta da un uomo e da una donna e che i bambini abbiano diritto ad un padre ed una madre. Purtroppo, però, solo poche di queste hanno il coraggio di dirlo dato che molti preferiscono il silenzio. Ma non il silenzio di chi veglia in piedi, bensì quello di chi preferisce inginocchiarsi anziché difendere la verità che ha nel cuore. Un silenzio diverso, infinitamente triste.

 

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