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L’hanno visto diverse decine di milioni di persone in tutto il mondo, quindi non si discute: il video “First Kiss”, a cura dell’artista Tatia Pllieva, è stato un successo. Successo che però – questo il punto – ha ben poco di positivo e che, anzi, si conforma pienamente ai dettami del politicamente corretto. Partiamo dalla descrizione del video: in poco più di tre minuti dieci coppie di volontari che non si conoscevano fra loro – ripresi in bianco e nero e sotto le note di We might be dead by tomorrow, di Soko – si scambiano qualche battuta e, vinto un breve imbarazzo, iniziano a baciarsi.

Il messaggio immediato è la bellezza dell’amore, incarnata nel bacio che riesce ad unire anche persone che neppure si conoscono. Apparentemente, siamo quindi in presenza di un vero e proprio inno alla benevolenza, una celebrazione appassionata di quanto sia naturale il volersi bene ed il dimostrarsi amore. Questo – lo ripetiamo – stando ad un primo ed immediato livello di analisi. Se però passiamo oltre, scopriamo come “First Kiss” sia in realtà un capolavoro politically correct, totalmente irrealistico e dai contenuti molto meno esaltanti di quelli che possono sembrare.

La falsità del video sta nel fatto che si propone di raccontare con la forza delle immagini la bellezza del bacio fra sconosciuti, ma lo fa mettendo in scena – come precisato anche su ilpost.it – esclusivamente attori e modelli: dunque non esattamente un campione di personcine qualsiasi. Inizia quindi a sentirsi puzza di bruciato, ma c’è di più: chiedere a dei perfetti sconosciuti di baciarsi per narrare come si supera l’imbarazzo del bacio significa snaturare il bacio, non esaltarlo. Presentarlo come esercizio da effettuare quasi a comando, non da vivere con spontaneità.

A coronare la portata politically correct del video c’è la presenza, su dieci, di ben due coppie di persone dello stesso sesso: una di due uomini, l’altra di due donne. Nessun giudizio morale e men che meno moralistico, ma se pensiamo che la popolazione omosessuale, statistiche alla mano, non arriva al 5% del totale, capiamo quanto appaia – casualmente – sovrastimata in questo video. Nel quale – sempre casualmente – la prima a baciarsi è proprio la coppia composta da due donne. Al che non può non sorgere il dubbio che il lavoro Tatia Pllieva non sia che l’ennesima, riuscitissima operazione di propaganda.

Propaganda non tanto e non solo dell’unione fra persone indipendentemente dal sesso, ma dell’amore improvvisato, guidato dal mero istinto, a prescindere dalla conoscenza reciproca. Che non ha nulla di trasgressivo corrispondendo in pieno al modo edonistico di intendere le relazioni che oggi va per la maggiore. Relazioni nelle quali è bene fare sesso – l’espressione “fare l’amore” è ormai bandita: troppo seria, ordinaria, soprattutto troppo vera – prima di conoscersi, sempre che si arrivi a farlo. Infatti “First Kiss” non lascia intendere se da quei baci siano nate delle storie, ma poco importa. Ciò che conta è che si sia sperimentato piacere. Solo quello.

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