Sessista la satira sul Ministro Boschi, sessista certa televisione, sessista la bocciatura delle quote rosa. Tutto il brutto e cattivo, o presunto tale, oggi è automaticamente sessista. Ma non tutto il male viene per nuocere. Infatti, pur essendo recente e pur suonando male, il termine «sessismo» – sexism è stato coniato il 18 novembre 1965, nel corso di una conferenza al Franklin and Marshall College – non va disprezzato perché ci ricorda quella parolina proibita che i Padri Costituenti hanno inserito nella nostra Carta all’articolo 3: sesso. Proprio quel sesso che l’ideologia gender – con la sua parificazione omologante fra infinite identità di genere – sta facendo di tutto per camuffare, cancellare, rimuovere. Dunque viva Laura Boldrini e le sue continue denunce contro il sessismo: ci ricordano che abbiamo una Presidente della Camera dall’accusa di sessismo facile, ma ci ricordano anche l’importanza irrinunciabile della differenza sessuale; che non deve mai divenire pretesto per discriminazioni di alcun tipo, ovvio. Ma che non deve neppure scomparire.
Il bello del sessismo
11 martedì Mar 2014
Posted in cronaca

Siamo talmente immersi nella cultura del sesso che parlando di uomo e donna si deve sempre pensare al sesso, non distinguiamo più i due sessi a se stanti ovvero il ruolo della donna diverso dal ruolo dell’uomo benché poi non è detto che siano sempre essi diversi tra loro. Oggi sembra che un uomo e una donna debbano pensare al sesso e a nient’altro. Insomma sembra di vivere una sorta di civiltà repressa se non c’è sesso.
Benché d’interesse generale, l’argomento “sesso” non è il fulcro della società italiana. Per fortuna. A ben guardare si scopre che per certa gente il sesso non è interessante se non ai fini di spegnere certi bollori fisiologici: esistono uomini il cui obiettivo unico è il successo lavorativo e “l’altro” è un’isola lontana… (questo è un esempio negativo ma ce ne sarebbero anche di positivi da fare).
In merito alle differenze tra uomo e donna vorrei far notare che un uomo non può partorire né tanto meno ospitare il concepimento di un altro essere umano. Direi che di differenza ce n’è! Ce ne sono anche la livello psicologico. Infine vorrei proporre a tutti uno sketch di Gaber: http://www.youtube.com/watch?v=XpBVYCV8Ya8