sentinelle

Non parlano ma fanno rumore, e che rumore. Stazionano in silenzio, leggendo un libro in piedi, ma fanno correre un messaggio alla velocità della luce verso chiunque le avvisti. Sono le Sentinelle in piedi, il nuovo “movimento non movimento” – nel senso che non punta sulla personalità di un leader, su programmi politici e neppure, come detto, sul movimento fisico  – ormai presente in oltre trenta città italiane e che l’altro giorno, venerdì, ha animato la magnifica piazza Duomo, il cuore della città di Trento.

Per quanto aconfessionale e apolitica, la realtà delle Sentinelle – dicevamo – un messaggio lo vuole trasmettere e lo trasmette, forte e chiaro: sì alla famiglia, no alle parodie; sì al diritto di ogni bambino di crescere con un padre ed una madre e basta con la filastrocca del “love is love”, la cui banalità evoca immediatamente il “love, love, love” dell’indimenticabile Ruggero, l’hippie dalla mente annebbiata interpretato da Carlo Verdone in un Sacco Bello (1980).

Ecco, al “love is love” i componenti delle Sentinelle che l’altro giorno hanno riempito Piazza Duomo a Trento – una squadraccia fascistoide composta da ragazzi, anziani, giovani mamme, insomma le classiche persone della “porta accanto” – credono poco. Credono invece alla difesa della famiglia e ai principi di sempre, non necessariamente di matrice cattolica ma necessari alla società. E per questo, per la loro silente ma dichiarata ostilità al relativismo pratico di massa, fanno paura.

Lo si vede dal modo con cui più di qualcuno tenta di liquidarli, dipingendoli come gli oltranzisti che non sono. Lo si vede dalla maniera in cui riempiono ed anche lasciano le piazze – pulite e silenziose -, così diversa da quelle di altre manifestazioni chiassose dopo le quali le città, ad esser buoni, somigliano a discariche. Lo si vede soprattutto dal trattamento che i media stanno riservando al fenomeno: giornali e tv locali hanno fatto a gara per raccontare che in piazza c’era al massimo qualche decina di persone (quando le foto dicono ben altro) e per porre l’accento sulla contro-manifestazione, non autorizzata e questa sì ad opera di pochissimi, di Arcigay.

Insomma, le Sentinelle in piedi stanno sulle scatole al mondo del Pensiero Unico, che governa redazioni di giornali, facoltà universitarie e talvolta persino consigli pastorali. Eppure proprio per questo – mi assicura uno degli organizzatori trentini di queste suggestive manifestazioni – le Sentinelle torneranno e saranno ancora più numerose. Per vedere fino a che punto reggerà la bufala secondo cui si tratterebbe di nostalgici del Ventennio. Per vedere fino a che punto la dittatura del politicamente corretto potrà resistere alla voce potente e pacifica di una piazza muta ma vigile, in silenzio ma colma di significato.

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