1984

Una vecchia foto. L’idea di rivederci è nata da una vecchia foto delle scuole elementari che ci ritrae giovanissimi e sorridenti, insieme alle maestre. Una foto a colori ma dal sapore così antico che ha generato la forte curiosità, dopo anni – in qualche caso dopo decenni -, di condividere in amicizia la memoria del passato e il bilancio del presente. Già, perché quando rivedi i compagni di scuola non c’è alcun ghiaccio da rompere, né alcun imbarazzo da superare: tutto ricomincia, anche se solo per una sera, da dov’era stato lasciato quella volta, tanto tempo prima. Diversi di noi, della classe 1984 di Altavilla Vicentina, non si vedevano da quasi vent’anni eppure ieri, a cena, quel lungo intervallo non si è fatto sentire. E mentre a tavola le candele schiarivano i nostri volti, ne ho ritrovati come fosse ieri tanti di familiari.

C’era Giulia, che si è spesa generosamente per organizzare l’evento. C’era Michele, che ho ritrovato come lo lasciai, grande appassionato di calcio; e Riccardo, col quale già in prima elementare rivaleggiavo per capire chi fosse il più bravo a disegnare. E Anna, la prima per cui presi una cotta e che a breve, ho saputo, si sposerà. E poi altri ancora, in tutto quasi una ventina. Solo una parte rispetto a quanti eravamo nella foto e nei ricordi comuni, ma abbastanza per provare l’ebbrezza di chi, ingannando il tempo e le preoccupazioni, torna il bambino che era e che, forse, non ha mai smesso di essere. Perché la cena di classe 1984, almeno per me, è stata soprattutto questo: lasciare il presente da parte per scoprire che c’è un passato non ancora passato, da portare nel futuro. Un album di memorie dai colori vivissimi e di emozioni, e solo “chi c’era” può confermare che tutto, nella sua semplicità, era davvero così bello e speciale, e non te lo sei solo sognato.

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