Bufala

Solito titolo furbetto di Repubblica.it: «Giornalista tv russa critica in diretta legge anti-gay: allontanato». Dunque, facciamo un po’ di ordine: A) Il giornalista, James Kirchick, non lavora per una emittente russa, è statunitense ed era, semmai, chiamato dalla «tv russa»; B) E’ stato allontanato non tanto perché criticava la «legge anti-gay» ma perché, invitato a commentare da Stoccolma il processo a Bradley Manning – e invitato più volte a restare in tema -, si è messo a dire tutt’altro parlando, fra l’altro, di un «network di propaganda finanziato dal Cremlino, che per 24 ore al giorno trasmette bugie sugli Stati Uniti» (se, da conduttori di una trasmissione, invitaste Tizio a commentare una partita di calcio e questo iniziasse a raccontarvi del pur serissimo problema delle scorie nucleari, voi che fareste? Lo lascereste parlare per mezz’ora?); C) Non c’è nessuna «legge anti-gay», ma solo una normativa che vieta la propaganda omosessualista (anche se promossa da eterosessuali) verso i minori, pena non già il carcere o chissà quali persecuzioni ma una multa da 114 euro; D) A mezzo mondo – lo abbiamo capito – il nuovo comma 21 art. 6 della Legge 30 giugno 2013 del Codice Federale russo sulle Contravvenzioni Amministrative non piace, ma dopo la recente bufala del bacio lesbo della atlete ai Mondiali di Mosca, non è il caso di darci un taglio con le invenzioni?; E) La prossima volta, se proprio si vuole, si titoli «Giornalista divaga e la tv russa lo allontana»: almeno sarebbe, una volta tanto, un titolo vero.

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