max

Fu meno di un mese fa, il 27 giugno: ci si incontrò nella sede di partito, una seconda casa per chi, come te, interpretava la politica come militanza, vivendola come impegno personale e non astratto, concreto e non solo dichiarato. Parlammo a lungo ma poco di com’è la politica, e molto di come dovrebbe essere, dei valori della famiglia e dell’identità. Fu per me una chiacchierata piacevole, che avrei tanto voluto ripetere. Ma la notizia della tua morte, che mi ha raggiunto stamane – improvvisa come uno spavento e tagliente come una lama -, mi ha fatto capire che no, non sarà così.

Alle 22:45 di ieri sera un brutto incidente ti ha tolto la vita, prendendosi tutto il presente e tutto il futuro, i soli 25 anni vissuti e quelli – davvero molti – che avevi davanti, e ha lasciato a quelli che ti conoscevano, che avevano avuto modo di apprezzare la tua simpatia e l’onore di condividere la tua amicizia, parecchie domande e una sola, gigantesca certezza: era troppo presto. Te ne sei andato troppo presto. E’ un dispiacere infinito, che solo una speranza, in parte, attenua: quella, un giorno, di rivederti; per parlare ancora di valori e politica vera. Nel frattempo, non ho che due parole per avvolgere la tristezza e darti, se sei in ascolto, il saluto che mai avrei immaginato: ciao Max.

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