Notte

Domani si svolgerà la prima prova e fra poche ore migliaia di giovani vivranno la loro notte prima degli esami. Uno spartiacque umano prima che didattico, che segna la definitiva separazione fra quel che ancora resta dell’innocenza e quello che non si può più evitare della responsabilità; se ne va l’ultimo alibi di giovinezza e irrompe, appunto, il dovere della maturità, con buona pace di quanti tentano sempre di rimandarla.

Perciò, anche se gli esami non finiscono mai, da domani, cari studenti, i banchi vi andranno improvvisamente stretti. Sentirete che la porta che vi si chiude alle spalle è molto più piccola, per quanto cara, di quella che avete il potere di spalancarvi davanti. Sarà una sensazione strana: lo zaino dei ricordi vi si gonfierà di colpo, ma non ne sentirete il peso perché avrete spalle nuove, quelle che, un poco alla volta, vi siete faticosamente costruiti in questi anni di scuola superiore.

Nessuna nostalgia dunque, perché il passato migliore non si perde e il futuro, per chi sa ascoltarlo, profuma già di speranza. Certo, non sarà più scontato rivedere tutti i compagni di scuola; non tutti assieme, almeno. Le strade, come si dice in questi casi, ora si dividono. Ma se a quelle amicizie credete davvero, se tutte quelle ore trascorse in aula vi hanno arricchito veramente, non ci sarà crisi – neppure economica – che vi potrà privare del lusso di trovarvi ancora fra voi.

E quando lo farete, quando vi ritroverete, capirete che la vita è come un’immensa pausa di una gita scolastica: ciascuno può impiegare il tempo come vuole. Si può pensare al divertimento oppure investire in se stessi, condividere l’esistenza con chi abbiamo accanto oppure cercare qualcuno che condivida quel che abbiamo dentro. Ma quando la pausa finirà, se un tempo c’era una classe e non solo una somma di alunni, allora quanti ne facevano parte sapranno riunirsi ancora. E sarà bellissimo.

Quanto al tema di domani, infine, un solo e sintetico consiglio: tagliate. E’ una regola elementare, che i giornalisti conoscono benissimo ma che non tutti i professori spiegano a dovere: scrivere significa tagliare, una severa dieta di aggettivi e giri di parole. Che siano frasi semplici ma efficaci, meditate ma chiare, pensieri esposti con passione. Scrivete come se fosse l’ultima volta che lo fate, ma con la grinta del primo giorno; scrivete sognando.

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