ali

Su quell’elicottero c’eravamo tutti. Un po’ stretti magari, ma c’eravamo. Emozionati, col dubbio di chiedere un estremo ripensamento a Benedetto XVI, e al tempo stesso decisi a porgergli un altrettanto estremo ringraziamento. Eppure alla fine è andato tutto come da programma: gli ultimi saluti, la commozione e il volo. Ora la sede è vacante, Ratzinger non è più Papa – “Papa emerito” è una sciocchezza giornalistica: di Papa può esisterne sempre e solo uno –, e noi siamo in attesa di una nuova guida. Arriverà presto? Non c’è chi non se lo auguri. Nel frattempo non ci resta che ripensare alla spettacolare libertà di un pastore innamorato della Chiesa al punto da non sentirsi più degno di guidarla, alla libertà di un gregge che non si è disperso di fronte all’annuncio più difficile, alla libertà di un volo che solo per le miopi telecamere di questo mondo è stato un addio. Perché su quell’elicottero, invisibili e magari un po’ stretti, c’eravamo davvero tutti.